Le pillole di Polly | recensione di Se i gatti potessero parlare di Piergiorgio Pulixi
Non c’è niente da fare, avevano ragione gli uomini di Neanderthal. Loro, quando avevano un problema con qualcuno usavano la clava, e vinceva il migliore. Marzio Montecristo, invece, questa fortuna non ce l’ha. Quando un cliente inopportuno entra nella sua libreria specializzata in gialli, Les chats noirs, gli tocca sorridere ed essere gentile. O meglio gli toccherebbe, visto che la verità è che appena qualcuno dice una mezza parola storta gli fa una piazzata probabilmente degna di miglior causa. Lui, però, al contrario dell’uomo di Neanderthal non la passa certo liscia. Ogni volta che fa una giusta osservazione ad un cliente, magari detta con un tono un tantino veemente, si deve sorbire una lavata di capo solenne da parte della sua assistente, Patricia, che asserisce che la libreria andrebbe male per colpa del suo carattere scorbutico. 🔗 Leggi su Romadailynews.it

Leggi anche: Le pillole di Polly: recensione di “Tanta ancora vita” di Viola Ardone
Leggi anche: Le pillole di Polly: recensione di “Sotto mentite spoglie” di Antonio Manzini
Una raccolta di contenuti su Piergiorgio Pulixi
Le pillole di Polly: recensione di “La volta giusta” di Lorenza Gentile - Quando ci si innamora, si spera sempre che la storia con la persona amata non finisca mai. romadailynews.it
Le pillole di Polly: recensione di “Il postino di Neruda” di Antonio Skármeta - Chi ha il dono di comporre versi sublimi è in grado di ipnotizzare le folle meglio di un incantatore di serpenti, e ha più fascino di una femme fatale. romadailynews.it