Paura e speranza a Caracas Il racconto di un risveglio diverso
A Caracas, questa mattina sono state udite diverse esplosioni, svegliando la città. Chi si trovava ancora sulla montagna El Avila ha ripreso immagini di una valle avvolta dal fumo e illuminata dal fuoco, mentre elicotteri e aerei sorvolavano basso. Un risveglio che combina preoccupazione e incertezza, riflettendo la complessità di un momento di tensione e speranza per la popolazione locale.
Questa mattina, a svegliare gli abitanti di Caracas sono stati i frastuoni di diverse esplosioni. Chi era ancora a festeggiare l’arrivo del nuovo anno sulla montagna El Avila ha potuto riprendere con il cellulare una valle sommersa da colonne di fumo, illuminati dalla luce del fuoco, e il volo di strani elicotteri e aerei a bassa quota. “Sono arrivati i nordamericani!”, hanno scritto su whatsapp alcuni dei pochi amici che mi sono rimasti nella capitale. Negli ultimi cinque anni, circa otto milioni di venezuelani hanno fatto le valigie e hanno lasciato il Paese per cercare un futuro diverso, lontano dalla repressione e la miseria del regime chavista. 🔗 Leggi su Formiche.net

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Bastano poche parole per trasformare mesi di paura in speranza: “è arrivato il cuore”. Così, all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, una dottoressa ha annunciato a Pietro, un bambino di otto anni, che il trapianto tanto atteso stava finalmente per diven - facebook.com facebook
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