Riforma disabilità dopo i buchi della sperimentazione bresciana le associazioni chiedono un posto in cabina di regia

Dopo le criticità emerse nella sperimentazione della Riforma della disabilità avviata a Brescia, le associazioni chiedono un ruolo più attivo nel processo decisionale. La riforma, in fase di implementazione dal 2025, mostra ancora limiti e problemi pratici che richiedono attenzione e confronto tra le parti coinvolte. La richiesta di un coinvolgimento diretto nelle decisioni mira a garantire un percorso più efficace e rispondente ai bisogni delle persone con disabilità.

La realizzazione della cosiddetta Riforma della disabilità, in fase di sperimentazione dal primo gennaio 2025 già con vari problemi sui territori coinvolti, continua a non procedere in maniera adeguata per i diretti interessati e con diversi aspetti negativi da risolvere già denunciati a ilfattoquotidiano.it, tra i tanti, dalla Cgil. Che qualcosa non stia andando per il verso giusto lo testimonia, ad esempio, “il caso della provincia di Brescia, una delle prime 9 province scelte a livello sperimentale, dove sono emerse criticità e soprattutto ritardi sulle certificazioni di invalidità ”, come segnala a ilfattoquotidiano. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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