Buoni propositi come distinguere quelli che ci mettono pressione da quelli che ci fanno stare bene La coach | Il vero confronto non è con ciò che eravamo l' anno scorso ma con come vogliamo sentirci nel tempo

I buoni propositi possono rappresentare un’opportunità di crescita o un peso di pressione. La coach sottolinea che il confronto più significativo non è con il passato, ma con lo stato di benessere che desideriamo raggiungere nel tempo. Un cambiamento efficace si basa sulla capacità di sostenere chi lo intraprende, piuttosto che sulla costante forza esterna. Comprendere questa differenza aiuta a impostare obiettivi realistici e duraturi.

«Siamo cresciuti con l’idea che cambiare significhi stringere i denti e che un proposito valido debba richiedere disciplina costante, controllo e sacrificio. Questo modello però produce cambiamenti fragili. Quando una scelta ha bisogno di essere continuamente sorvegliata, ricordata e difesa, consuma energia invece di generarne. L’effetto duraturo nasce quando il cambiamento diventa una forma di sostegno, non una fonte di ulteriore fatica». Ad affermarlo è Alessandra Bitelli, coach e autrice de Il primo romanzo utile del coaching, che in questo inizio 2026 invita ad ampliare la prospettiva spostando lo sguardo dai buoni propositi in sé al loro impatto nel tempo, a ciò che lasciano nelle giornate, nelle relazioni e nel modo in cui stiamo con noi stessi. 🔗 Leggi su Vanityfair.it

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© Vanityfair.it - Buoni propositi, come distinguere quelli che ci mettono pressione da quelli che ci fanno stare bene. La coach: «Il vero confronto non è con ciò che eravamo l'anno scorso, ma con come vogliamo sentirci nel tempo»

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