La manovra non risolve il gap salariale e stringe il cappio attorno alla classe media

Una recente manovra finanziaria non affronta le criticità principali dell’economia italiana, in particolare il divario salariale e la pressione sulla classe media. La proposta, pur presentando alcune misure, non sembra contribuire a ridurre le disuguaglianze né a sostenere una ripresa stabile. Di conseguenza, rimangono irrisolti i problemi strutturali che da tempo ostacolano la crescita e il benessere del paese.

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E’ stata varata una finanziaria che non risolve nessuno dei problemi che affliggono la nostra economia. Una manovra che non interviene sulla drammatica situazione in cui versa il nostro Paese: perdita di potere d’acquisto, produzione in calo, inflazione in aumento da 4 anni (25%). La povertà cresce anche tra una cerchia sempre più ampia di salariati. Su questo quadro va puntualizzato che lo Stato ha la coperta corta e questo lo sanno bene sia il ministro Giancarlo Giorgetti che la premier Giorgia Meloni. Devono fare i conti con il debito pubblico e fare azioni scoperte non piace né ai mercati né alle istituzioni internazionali. Abbiamo già sentito la tiritera che la colpa non è loro ma dei governi precedenti ma se la smettessero di elargire mancette al ceto medio, loro fonte di voti, e di buttare miliardi al vento per sostenere la follia della guerra sarebbe già un buon segno. Bisognerebbe inoltre ricordare al governo che se la povertà continua a crescere significa che la classe media diminuisce e l’urna elettorale si restringe. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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