Il mondo nel 2050 la non profezia di Nature tra intelligenze artificiali clima estremo e nuove frontiere

Il 2050 rappresenta un orizzonte di possibilità e sfide, non una previsione certa. La rivista Nature propone un esercizio di immaginazione per esplorare come l’intelligenza artificiale, i cambiamenti climatici e le nuove frontiere tecnologiche potrebbero plasmare il nostro domani. Pur essendo un esercizio di fantasia, queste ipotesi offrono spunti utili per comprendere le direzioni possibili del futuro e le trasformazioni in atto.

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© Ilfattoquotidiano.it - Il mondo nel 2050, la “non profezia” di Nature tra intelligenze artificiali, clima estremo e nuove frontiere

Non l’anno che verrà, ma quello che gli umani vivranno fra un quarto di secolo. Un esercizio rischioso, ma anche molto ironico che ha spinto la rivista Nature a un salto per immaginare il futuro: le previsioni spesso sbagliano, ma aiutano a capire le direzioni possibili del cambiamento. Guardare al 2050 significa spingersi oltre l’orizzonte politico immediato e interrogarsi su come scienza, tecnologia e società potrebbero trasformarsi nei prossimi decenni. Le risposte non sono univoche: il futuro appare diviso tra scenari allarmanti e possibilità sorprendentemente ottimistiche. Ma in questo quadro la ricerca potrebbe non essere più un affare umano: “È tempo di riconsiderare le vostre opzioni di carriera, lettori di Nature!” si legge nell’incipit dell’articolo che apre l’home page- Uno degli elementi più destabilizzanti riguarda il ruolo dell’intelligenza artificiale. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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