Bersani dice che alla sinistra manca un programma ma perché non lo scrive lui?

Come al solito, a sinistra c’è una gara a dire cosa bisogna fare ma nessuno si muove. Dicono che ci vuole un programma del campo largo. E allora scrivetelo. Ma perché Pier Luigi Bersani non ci prova lui? Visto che ne invoca l’urgenza (e così anche Matteo Renzi e Gaetano Manfredi) potrebbe e dovrebbe muoversi subito. «Prima si fa è meglio è – ha detto l’ex segretario del Pd in un’intervista alla Stampa –, attenzione all’idea di arrivarci quando si è in fondo al percorso, è pericoloso». Certo, se ti risolvi all’ultimo poi rischi di dover fare un programma di trecento pagine come capitò all’Unione nel 2006: fu l’emblema della confusione che regnava in quella coalizione. Bersani potrebbe dunque chiudersi in una stanza e scriverlo lui un programma sufficientemente dettagliato (non insomma una elenco di cose tipo «vogliamo la pace nel mondo») perché possiede la competenza, l’esperienza e l’indipendenza necessarie per indicare i punti qualificanti di una proposta di governo: politica estera, crescita, stato sociale, sicurezza, diritti. 🔗 Leggi su Linkiesta.it

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