Il ritratto di una società che non sa più morire e quindi neanche più vivere Rileggere Ottiero Ottieri
Tra gli autori suggeriti alle scuole dalle linee guida ministeriali, ci sono sempre Calvino e Pasolini ma mai Ottiero Ottieri. Forse anche perché per anni i suoi libri sono stati introvabili. Ma è comunque un’ingiustizia. Ora li ripubblica la casa editrice Utopia. L’ultimo è De morte, uscito la prima volta nel 1997, saggio che sintetizza la vocazione eccentrica di uno scrittore appartenente a quella che lui stesso definiva la “famigerata famiglia degli intellettuali di sinistra”, ma analista non del futuro bensì di ciò che blocca ogni progresso: il dubbio ossessivo e la coazione a ripetere. Nel saggio, la morte diventa lo specchio di una paralisi generale e profonda: una civiltà che ha fatto della vita una maratona programmata fino all’ultimo minuto è la stessa che, per sentirsi più sicura, rifiuta di fare i conti con la fine. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it
