Il maxi schermo dei Coldplay i giustizieri della rete e la nostalgia del linciaggio

Tra musica, giustizia digitale e ricordi dolorosi, questa settimana ci ha lasciato con emozioni contrastanti. Dal maxi schermo dei Coldplay alle battaglie online, passando per un’intervista che ha scosso gli animi, la realtà si presenta complessa e spesso scomoda. Un viaggio tra esperienze che ci ricordano quanto sia fragile il confine tra intrattenimento e realtà, tra nostalgia e dolore.

La cosa più straziante che abbia letto questa settimana è l’intervista che il Times ha fatto a Kristin Cabot, il cui nome non vi dirà probabilmente niente neanche se quest’estate avete passato diversi giorni a parlarne. È quella che era al concerto dei Coldplay con uno che non era il marito, e la telecamera li ha mandati abbracciati nel maxischermo, e per qualche giorno è sembrato fosse il primo e l’ultimo adulterio della storia del mondo. Ciononostante, io non credo di averne memorizzato neanche per cinque secondi il nome. Il che già è parte d’un’analisi non ottusa della dinamica: quando parliamo di quel che gli analfabeti chiamano shitstorm e gli un po’ meno analfabeti public shaming, quando parliamo di gente che per qualche giorno è il bersaglio dell’internet e poi si passa all’indignazione successiva, non stiamo parlando di persone. 🔗 Leggi su Linkiesta.it

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