Pensioni stretta sul riscatto della laurea | cosa cambia davvero e perché scoppia lo scontro politico
La stretta sul riscatto della laurea sta alimentando il dibattito politico, ma l’Inps chiarisce che l’operazione non viene abolita né modificata nella sua procedura. Rimane una scelta volontaria, con costi calcolati e comunicati dall’istituto, e l’accredito dei periodi nella posizione assicurativa. La questione diventa centrale in un contesto di riforme e tensioni sul sistema pensionistico italiano.

Come fa notare l’Inps, il riscatto della laurea non viene abolito e non cambia la sua procedura: resta un’operazione su domanda dell’interessato, con un onere calcolato e comunicato dall’Istituto e con l’accredito dei periodi nella posizione assicurativa. Quello che cambia, con l’emendamento alla manovra 2026, è il suo «peso» per chi lo usa soprattutto per accorciare la strada verso la pensione anticipata: dal primo gennaio 2031 una quota crescente dei mesi riscattati per la laurea triennalebreve viene infatti sterilizzata, cioè non può più essere conteggiata ai soli fini della maturazione del diritto all’uscita anticipata. 🔗 Leggi su Panorama.it
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