Omicidio Nada Cella legale della Cecere | illogicità in processo sia assolta
L’avvocato della Cecere denuncia un processo pieno di illogicità, sottolineando come l’atteggiamento della sua assistita sia incoerente con le accuse. Trent’anni dopo l’omicidio di Nada Cella, la difesa evidenzia errori nella ricostruzione dei fatti, mettendo in discussione la colpevolezza di Anna Lucia Cecere. Un caso avvolto da dubbi e contraddizioni che richiede una riflessione approfondita sulla giustizia e le sue procedure.
"Illogico che dopo l’omicidio stacchi i bottoni e anziché buttarli li conservi". Secondo l’avvocato difensore di Anna Lucia Cecere - finita sul banco degli accusati trent’anni dopo il delitto - l’inchiesta sull’omicidio di Nada Cella sarebbe frutto di una serie di errori nella ricostruzione dei fatti. Per l’accusa la segretaria di Chiavari sarebbe stata uccisa, nel 1996, nell’ufficio del commercialista per cui lavorava, Marco Soracco, dalla Cecere, una conoscente che avrebbe voluto prendere il suo posto nell’ufficio e forse anche nel cuore del datore di lavoro. L’avvocato Giovanni Roffo ha analizzato le prove e le testimonianze, evidenziando quelle che secondo la difesa appaiono come contraddizioni o forzature. Nessuna prova materiale, sostiene il legale, che provi la presenza dell’imputata sulla scena: chi sostiene di averla vista potrebbe averla scambiata per la stessa Nada Cella, la cui somiglianza è notevole come si vede comparando le foto della vittima dell’accusata e dell’identikit. 🔗 Leggi su Tgcom24.mediaset.it
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