Inchiesta sulla diga foranea la procura europea chiede l' archiviazione
La gara per la nuova diga foranea di Genova ha sollevato dubbi sulla conformità ai principi di concorrenza, ma le normative speciali introdotte dopo il crollo del ponte Morandi e le recenti modifiche legislative hanno portato la Procura europea a chiedere l’archiviazione, chiudendo così un capitolo controverso nell’ambito degli appalti pubblici del porto ligure.

La gara per la nuova diga foranea del porto di Genova non avrebbe rispettato i principi della concorrenza, ma le norme speciali introdotte dopo il crollo del ponte Morandi e la recente abolizione del reato di abuso d’ufficio hanno portato la procura europea a chiedere l’archiviazione dell’inchiesta, archiviata definitivamente oggi dal gip di Genova. L’indagine riguardava un appalto da oltre 1,3 miliardi di euro, lievitato nel tempo fino a circa 1,6 miliardi, finanziato con risorse pubbliche europee e nazionali. La notizia, anticipata da Reuters, svela che tra gli indagati figurava anche Pietro Salini, amministratore delegato di Webuild, società a capo del consorzio che sta realizzando l’opera. L’inchiesta, nata da un esposto presentato nel 2023 da Italia Nostra Genova e supportata anche dai rilievi dell’Anac, ipotizzava reati che andavano dall’abuso d’ufficio alla turbativa d’asta, fino alla presunta appropriazione indebita di fondi pubblici. 🔗 Leggi su Genovatoday.it
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