L' ultimo fallimento degli economisti fuori dalla realtà

In un contesto di crescenti sfide economiche e politiche, l'articolo mette in discussione le narrazioni degli europeisti, evidenziando come la realtà europea superi le rappresentazioni spesso idealizzate. Analizzando i confini e le prospettive del continente, si evidenziano le divergenze tra teoria e prassi, sottolineando l'importanza di un approccio più realistico e inclusivo.

Se l’Europa fosse quella che raccontano gli europeisti, non esisterebbe; i suoi confini e orizzonti sono per fortuna più ampi. Tramontati gli statisti, l’Europa è stata sfigurata dall’ascesa dei burocrati e degli economisti al vertice della macchina politica di Bruxelles. Se tutto è ridotto a calcolo economico, parametro, procedura, il primo elemento che scompare è la storia, la cultura, fino all’eclisse del buon senso. Pensare di poter cambiare a tavolino i cicli industriali, immaginare di sostituire l’imprenditore con il funzionario brussellese, mettere nero su bianco un diktat che impone di comprare l’automobile senza poter scegliere come spendere i propri soldi, è una stupidaggine che poteva venire in mente solo a una classe dirigente che non ha mai avuto il problema di comprare l’auto a rate e far quadrare i conti in famiglia. 🔗 Leggi su Liberoquotidiano.it

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