Come l' intelligenza artificiale ha cambiato il ruolo del lettore
L'intelligenza artificiale sta rivoluzionando il modo in cui i lettori interagiscono con i contenuti, modificando le dinamiche di fruizione e interpretazione. Il dibattito sull'AI che scrive richiama, in modo analogo, le reazioni storiche alla stampa a caratteri mobili, evidenziando come le innovazioni tecnologiche abbiano sempre influito sulla comunicazione e sulla cultura.

Il dibattito sull’intelligenza artificiale che scrive trova un precedente utile nella reazione alla stampa a caratteri mobili. Quando i torchi cominciarono a operare a Venezia e in altre città europee, la risposta non fu uniforme. Alcuni studiosi considerarono la nuova tecnica un’opportunità per stabilizzare i testi, ridurre gli errori e diffondere opere difficilmente reperibili. Altri la interpretarono come un fattore di disordine. Tra questi ultimi, la voce più netta fu quella del frate domenicano Filippo de Strata, che in un appello al doge descriveva la stampa come un’attività capace di mettere in circolazione libri sbrigativi, poco controllati e moralmente discutibili. Il suo allarme riguardava soprattutto la perdita del ruolo di mediazione: testi ritenuti pericolosi, come quelli di Ovidio, diventavano improvvisamente accessibili anche a lettori che, secondo lui, non avrebbero dovuto leggerli senza guida. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it
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