Garlasco, il post-it nel fascicolo di Garofano e i dubbi sul passaggio degli atti a Sempio

Notizia in breve

Un post-it trovato nella copia del fascicolo del generale Garofano apre un nuovo punto da chiarire nell'inchiesta di Garlasco. La Procura di Pavia valuta la grafia degli appunti e cerca di ricostruire il percorso degli atti su Sempio.

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Garlasco, il post-it nel fascicolo di Garofano e i dubbi sul passaggio degli atti a Sempio
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Come sono arrivati alcuni documenti delle prime indagini su Andrea Sempio nella disponibilità della sua difesa? È uno degli interrogativi sui quali sta lavorando la Procura di Pavia nell'ambito del filone relativo alla presunta corruzione, distinto dall'inchiesta sull'omicidio di Chiara Poggi. Un elemento da approfondire riguarda alcune annotazioni manoscritte e un post-it rinvenuto nella copia del fascicolo del generale Luciano Garofano, all'epoca consulente di Sempio.

Il procuratore aggiunto Stefano Civardi sta passando in esame la documentazione trasmessa da Brescia, con particolare attenzione alla possibile somiglianza tra due gruppi di appunti. Da una parte ci sono alcune scritte presenti negli atti della procura generale, dall'altra le annotazioni riportate sul foglietto trovato tra le carte del generale. Gli investigatori intendono verificare se possano essere riconducibili alla stessa mano.

La questione è stata affrontata anche durante la trasmissione "Ore 11". Milo Infante ha richiamato l'attenzione soprattutto sulla presenza del post-it all'interno di quella specifica copia del fascicolo, osservando che il documento non avrebbe dovuto trovarsi lì. Il conduttore ha quindi posto il problema di un'eventuale disponibilità anticipata degli atti da parte di Garofano, precisando tuttavia che ogni accertamento spetta alla magistratura.

Il confronto tra le grafie potrebbe contribuire a ricostruire i passaggi della documentazione e a chiarire in quale momento determinati materiali siano diventati accessibili alla difesa di Sempio. Non basta, però, una somiglianza tra annotazioni per stabilire chi le abbia scritte o dimostrare un'eventuale circolazione irregolare degli atti.

Al momento non risulta accertato che la calligrafia del post-it appartenga al generale, né sono state chiarite le circostanze nelle quali i documenti sarebbero usciti dagli uffici giudiziari. Sono questi i due aspetti sui quali dovranno concentrarsi le verifiche coordinate dalla Procura di Pavia, per stabilire se il materiale esaminato abbia effettiva rilevanza nell'indagine sulla presunta corruzione.

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