Garlasco, De Rensis contesta 13 pagine nel fascicolo Ris: la risposta di Garofano

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Nel caso Garlasco, Antonio De Rensis chiede di chiarire se i consulenti di Alberto Stasi conoscessero alcuni atti investigativi e contesta tredici pagine inserite nel fascicolo dei Ris. Luciano Garofano respinge le critiche al lavoro svolto.

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Garlasco, De Rensis contesta 13 pagine nel fascicolo Ris: la risposta di Garofano
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Tredici pagine inserite nel fascicolo dei Ris e una divergenza sulle informazioni che sarebbero state a disposizione dei consulenti di Alberto Stasi. Sono i due aspetti sui quali Antonio De Rensis, legale del condannato per l'omicidio di Chiara Poggi, ha chiesto chiarimenti durante un intervento televisivo, contestando anche la pertinenza di alcuni documenti rispetto alle competenze degli investigatori scientifici.

Ospite in diretta a «È sempre Cartabianca», l'avvocato ha concentrato parte delle proprie osservazioni su una presunta contraddizione relativa alla conoscenza di determinati contenuti investigativi. Da un lato, secondo quanto riferito dal legale, viene sostenuto che i consulenti della difesa Stasi ne fossero informati; dall'altro, gli stessi professionisti affermerebbero di non averne avuto conoscenza.

«Noi abbiamo due elementi importantissimi. Il primo: qualcuno mente. Qualcuno mente», ha dichiarato De Rensis, chiedendo che venga accertato quale delle due ricostruzioni corrisponda ai fatti. Il legale ha poi precisato il motivo della propria contestazione: «Nel momento in cui viene detto che i consulenti della difesa Stasi erano a conoscenza, gli stessi dicono di no, qualcuno mente».

Un secondo rilievo riguarda la presenza di tredici pagine all'interno del fascicolo dei Ris. Secondo De Rensis, quei documenti non avrebbero alcuna attinenza con le consulenze scientifiche e, proprio per questo, non avrebbero dovuto essere inclusi nella documentazione.

L'avvocato ha insistito sul numero delle pagine contestate, facendo anche riferimento all'eventualità di successive prese di posizione pubbliche o iniziative legali. «Nel fascicolo dei RIS, quelle tredici paginette, le ho ripetute due volte per chi eventualmente volesse poi domani emettere comunicati stampa, preannunciando querele, quelle tredici paginette che nulla hanno a che fare con le consulenze, non ci dovevano essere», ha affermato.

La questione sollevata dal difensore riguarda anche i confini dell'attività affidata ai reparti investigativi. A suo giudizio, l'inserimento di quelle pagine rappresenterebbe un'estensione impropria rispetto alle funzioni dei Ris, chiamati a svolgere accertamenti di carattere scientifico.

«Perché i Ris si occupano, come dice l'intestazione, di indagini scientifiche, non psichiatriche, psicologiche, psicoforensi», ha aggiunto De Rensis, spiegando la ragione della propria obiezione sulla natura dei documenti.

Alle contestazioni si contrappone la posizione di Luciano Garofano, ex comandante dei Ris, che ha difeso l'operato svolto con una dichiarazione netta: «Non abbiamo mai sbagliato». Restano dunque contrapposte le valutazioni espresse dal legale e dall'ex comandante, mentre De Rensis chiede di fare chiarezza sia sulla presenza delle tredici pagine sia sulle informazioni effettivamente conosciute dai consulenti della difesa Stasi.

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