Garlasco, le mail di Garofano sulle impronte e la richiesta di adombrare una misura
Le mail del 2008 tra Luciano Garofano e i carabinieri del Ris riaprono il confronto sulle impronte di scarpe a Garlasco. Negli scambi compaiono osservazioni sulla relazione tecnica e sulle tesi della difesa di Alberto Stasi.
Una serie di comunicazioni risalenti all’agosto 2008 torna a far discutere sul lavoro svolto dal Ris nell’inchiesta per l’omicidio di Chiara Poggi. Gli scambi tra l’allora comandante Luciano Garofano e alcuni suoi uomini sono stati mostrati nella puntata del 6 ottobre di Ore 14, il programma di Rai 2 condotto da Milo Infante.
Le mail riguardano in particolare la valutazione delle impronte di scarpe rilevate nella villetta di Garlasco e le osservazioni presentate dalla difesa di Alberto Stasi. L’8 agosto 2008 la pm Rosa Muscio trasmise una memoria difensiva che affrontava sia il tema delle tracce attribuite al giovane sia quello del materiale genetico sulla bicicletta.
Nella notte del 27 agosto Garofano scrisse ai suoi collaboratori chiedendo una trattazione tecnica e teorica sulle macchie, accompagnata da riferimenti utili a contestare le conclusioni del consulente della difesa Francesco Maria Avato. Nel messaggio utilizzò il termine «baggianate» riferendosi alle tesi del professionista.
Nelle stesse ore l’allora capitano Aldo Mattei preparò una relazione sulle impronte di scarpe. Nel documento indicava che le tracce potevano essere ricondotte a una stessa tipologia di suola, ma precisava che l’impronta numero 6 era incompleta e che non risultava possibile stabilire in modo univoco la taglia delle calzature che le avevano prodotte.
La relazione aggiungeva che non poteva essere esclusa la compatibilità con scarpe di una misura abitualmente indossata da Stasi. Garofano, rispondendo alle 10.04 del 27 agosto, osservò che il consulente della difesa non aveva affrontato il tema della misura e suggerì che Mattei, con le dovute cautele, potesse spingersi maggiormente sull’unicità del disegno della suola e «adombrare» una misura.
Mattei tornò sull’argomento il 28 agosto, spiegando che proprio l’incompletezza delle tracce consentiva di considerarle compatibili con la taglia di Stasi, senza però trasformare quella compatibilità in un’identificazione certa. Gli scambi riportano quindi il confronto interno al Ris sulla formulazione della relazione tecnica e sui limiti delle conclusioni ricavabili dalle impronte.
Durante la trasmissione è stata inoltre sollevata la questione del ruolo svolto da Garofano nel coordinamento delle attività investigative. Le mail vengono ora esaminate nel più ampio riesame degli atti legati alle indagini sul delitto di Garlasco, mentre resta definitiva la condanna a 16 anni inflitta ad Alberto Stasi per l’omicidio di Chiara Poggi.
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