Ricina a Pietracatella, sotto esame i messaggi su Reddit mentre Procura e Mobile smentiscono l'IP
Le ricerche su Reddit sulla ricina entrano nell’inchiesta per la morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita. Gli investigatori verificano i messaggi, mentre Procura e Squadra mobile smentiscono l’individuazione di un computer o di un IP.
Messaggi pubblicati su Reddit nei mesi precedenti alla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita sono tra gli elementi digitali sottoposti a verifica nell’inchiesta sul duplice avvelenamento di Pietracatella. Madre e figlia morirono il 27 e 28 dicembre 2025 e gli accertamenti medico-legali hanno successivamente confermato un’intossicazione acuta da Ricina.
Una delle conversazioni individuate sulla piattaforma risalirebbe al luglio precedente. L’autore sosteneva di stare lavorando a una storia ambientata in epoca contemporanea e chiedeva indicazioni su un veleno da ingerire o iniettare capace di provocare la morte di un personaggio senza permettere agli investigatori di identificarne facilmente la sostanza.
Nel racconto descritto online, il protagonista avrebbe dovuto uccidere un insegnante per presunti approcci nei confronti della sorella minore di un altro personaggio. Tra le risposte ricevute compariva anche un riferimento alla ricina. La discussione, insieme ad altri messaggi comparsi successivamente, viene ora valutata per stabilire se possa avere qualche relazione con quanto accaduto in Molise.
La presenza di quelle conversazioni, tuttavia, non consente da sola di individuare chi le abbia pubblicate né di attribuirle a persone coinvolte nell’indagine. Uno dei passaggi decisivi resta quindi l’eventuale identificazione degli utenti e la verifica di possibili collegamenti con la preparazione o la disponibilità della sostanza che ha ucciso le due vittime.
Nel frattempo è stata smentita la notizia secondo cui sarebbe già stato individuato un computer dal quale, prima di Natale, sarebbero partite ricerche sulle modalità di preparazione della ricina in polvere. Era circolata anche l’indiscrezione di un indirizzo IP riconducibile alla zona di Pietracatella, ma gli investigatori hanno escluso di aver compiuto una simile individuazione.
La procuratrice di Larino Elvira Antonelli ha negato l’esistenza di questa presunta scoperta. Analoga posizione è stata espressa dal capo della Squadra mobile di Campobasso Marco Graziano. L’ipotesi dell’IP già localizzato, quindi, non può essere considerata un dato acquisito nell’inchiesta.
Gli accertamenti proseguono anche sulle persone che ebbero contatti con Antonella Di Ielsi nei giorni precedenti all’avvelenamento. In Questura sono state ascoltate due donne, madre e figlia, legate a un uomo già sentito dagli investigatori nelle settimane precedenti.
L’uomo avrebbe incontrato Antonella il 22 dicembre nel suo studio professionale di Campobasso, condiviso con il marito Gianni Di Vita. La data assume rilievo nella ricostruzione degli ultimi giorni prima dei primi sintomi, mentre gli investigatori continuano a ricomporre spostamenti, incontri e rapporti della famiglia.
Il tecnico lavora in un istituto scolastico ed è il marito di Monia, docente e amica di Gianni Di Vita, già ascoltata in più occasioni durante le indagini. È stato sentito anche un altro conoscente dell’insegnante nell’ambito degli approfondimenti che stanno interessando diverse persone vicine alla famiglia.
Le verifiche riguardano inoltre telefoni, dispositivi e oggetti acquisiti nel corso delle perquisizioni eseguite negli studi professionali e nella nuova abitazione di Gianni Di Vita tra Campobasso e Pietracatella. Tra il materiale sequestrato figurano un cellulare, una chiavetta Usb e la borsa appartenuta ad Antonella, contenente fotografie delle figlie e appunti di lavoro.
Gli investigatori stanno cercando di ricostruire l’intero percorso della ricina, dalla disponibilità della sostanza fino al suo arrivo alle vittime. Le conversazioni online rappresentano uno dei numerosi elementi da approfondire, ma resta ancora da dimostrare se abbiano un legame concreto con il duplice avvelenamento oppure se costituiscano una coincidenza priva di relazione con il caso.
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