Francesco Facchinetti, dalla calvizie alla patch cutanea dopo il trapianto doloroso
Dopo fiale, polveri e un trapianto da circa 6 mila innesti, Francesco Facchinetti ha scelto una patch cutanea per coprire la calvizie. In tv ha raccontato il dolore dell’intervento in Grecia e perché oggi preferisce una soluzione non chirurgica.
Francesco Facchinetti ha raccontato a La volta buona il percorso seguito negli anni per affrontare la perdita dei capelli. Ospite del programma condotto da Caterina Balivo, il 46enne ha spiegato di aver provato diverse soluzioni prima di arrivare alla patch cutanea che utilizza oggi.
Il problema della calvizie, ha raccontato con ironia, sarebbe legato anche all’eredità familiare. «Mio padre non mi ha donato la sua voce ma i pochi capelli», ha scherzato riferendosi a Roby Facchinetti. Prima della soluzione attuale ha sperimentato fiale e polveri coprenti, giudicate poco pratiche nella vita quotidiana.
A un certo punto Facchinetti ha scelto anche il trapianto di capelli. Per sottoporsi all’intervento si è recato in Grecia, dove gli sarebbero stati impiantati circa 6 mila innesti. Il ricordo dell’operazione, però, è legato soprattutto al dolore. In trasmissione ha spiegato di aver sofferto molto durante la procedura e di non essere rimasto soddisfatto nel lungo periodo.
Secondo il suo racconto, dopo alcuni anni il risultato ottenuto con il trapianto non era più quello sperato. Da qui la decisione di orientarsi verso una soluzione diversa, senza un nuovo intervento chirurgico.
La scelta è caduta sulla patch cutanea, una protesi capillare realizzata per coprire zone interessate da calvizie o diradamento. Su una base molto sottile, studiata per aderire al cuoio capelluto, vengono applicati capelli in modo da ricreare un effetto il più possibile naturale.
Facchinetti ha spiegato di trovarsi bene con questa soluzione e di aver scelto un risultato discreto, pur scherzando sulla possibilità di adottare una capigliatura molto più vistosa. Nel suo intervento ha anche rivendicato la libertà personale di modificare il proprio aspetto senza essere giudicati per le scelte estetiche.
Notizie correlate
Dal trapianto alla maratona, la rinascita di Damiano dopo una miocardite fulminante Damiano, 49 anni, colpito da una rara miocardite durante un allenamento, è stato salvato da un trapianto di cuore e a un anno dall’intervento torna a correre.