Omicidio di Emilia Bianchi a Palosco, i mancati appuntamenti prima del ritrovamento
A Palosco, nella Bergamasca, l'assenza di Emilia Bianchi a una cena e i tentativi inutili dei familiari di contattarla hanno preceduto la scoperta del corpo nella sua abitazione. Fermato il figlio di 47 anni, ancora da chiarire il movente.
Emilia Bianchi, 70 anni, è stata trovata senza vita nella camera da letto della sua abitazione a Palosco, nella Bassa bergamasca. La donna è stata uccisa con numerose coltellate e i carabinieri hanno fermato il figlio maggiore, un uomo di 47 anni che abitava in un appartamento separato della stessa villetta. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire le ultime ore della vittima e di individuare il movente del delitto.
Un primo elemento utile alle indagini riguarda gli appuntamenti ai quali la settantenne non si era presentata. La sera precedente al ritrovamento, Emilia Bianchi era attesa a una cena con i coscritti, ma non aveva raggiunto il gruppo nel luogo concordato in piazza. Alcune amiche, preoccupate per la sua assenza, erano andate a cercarla direttamente a casa senza ottenere risposta.
Il giorno successivo, intorno alle 11.45, un familiare ha chiesto aiuto al comandante della polizia locale dopo aver tentato inutilmente di contattare la donna sia telefonicamente sia attraverso il campanello dell'abitazione. Il comandante si trovava nelle vicinanze, dove era in corso una manifestazione dedicata agli agricoltori, e ha raggiunto la villetta per verificare la situazione.
A raccontare quei momenti è stato il sindaco di Palosco, Mario Mazza, che partecipava alla festa del ringraziamento organizzata presso l'oratorio, distante circa 50 metri dalla casa. Il primo cittadino ha spiegato che un parente della settantenne aveva raggiunto il comandante della polizia locale chiedendogli di intervenire. Quando l'agente si è presentato all'ingresso, ad aprire la porta è stato il figlio della donna. Poco dopo è avvenuta la scoperta del corpo.
Secondo i primi accertamenti, Emilia Bianchi sarebbe stata raggiunta da almeno dieci coltellate. Il numero preciso delle ferite e le cause della morte saranno approfonditi attraverso l'autopsia, prevista nei prossimi giorni all'Istituto di medicina legale di Pavia. L'esame dovrà contribuire anche a stabilire quando sia avvenuta l'aggressione.
Gli investigatori non escludono che l'omicidio possa risalire al venerdì precedente, dunque a un momento anteriore alla scoperta del cadavere. Si tratta tuttavia di un'ipotesi ancora da verificare. Gli accertamenti dovranno definire la successione degli eventi e chiarire se nell'episodio possano essere state coinvolte altre persone.
La Procura di Bergamo coordina l'inchiesta, affidata ai carabinieri del reparto investigativo del capoluogo. I militari hanno effettuato i rilievi all'interno dell'immobile e nelle aree circostanti, con il supporto anche del nucleo cinofilo dell'Arma. Le forze dell'ordine hanno delimitato la zona attorno alla villetta per consentire le operazioni investigative.
Il figlio quarantasettenne è stato sottoposto a fermo. La Procura dovrà chiedere al giudice per le indagini preliminari la convalida del provvedimento e l'applicazione della custodia cautelare in carcere. Restano da accertare le circostanze dell'aggressione e le ragioni che potrebbero averla provocata. Alcune testimonianze hanno fatto riferimento a presunte condizioni di fragilità dell'uomo, ma questi elementi non consentono, allo stato, di individuare una spiegazione del delitto.
Emilia Bianchi era vedova da diversi anni e viveva nella proprietà condivisa con il figlio maggiore, pur occupando un'abitazione distinta. La donna aveva anche altri due figli. Uno risulterebbe essersi trasferito altrove, mentre la figlia abita sempre nel territorio comunale di Palosco, ma in un'altra casa.
La vicenda ha colpito una comunità di circa 5.700 abitanti. Il sindaco Mazza ha descritto il paese come profondamente scosso dalla morte della settantenne, una notizia arrivata mentre erano ancora in corso le iniziative della festa del ringraziamento.
L'omicidio è avvenuto a una decina di chilometri da Chiari, nel Bresciano, dove pochi giorni prima si era verificato un altro delitto familiare. In quella circostanza Meleqe Lusha, 39 anni, era stata uccisa a coltellate nella propria abitazione e per la sua morte era stato arrestato il figlio ventunenne Eduard Xhani. Si tratta di due vicende distinte, sulle quali procedono le rispettive indagini.
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