San Stino di Livenza, 17enne confessa l'omicidio della zia dopo il ritrovamento del corpo nel fiume
Diciassettenne accoltella la zia a San Stino di Livenza e getta il corpo nel fiume. Dopo le indagini dei carabinieri, il giovane ha confessato l’omicidio. L’inchiesta passa alla Procura per i minorenni di Trieste.
Si è conclusa con una confessione l’indagine sulla morte di una donna trovata senza vita a San Stino di Livenza, nel Veneziano. Nella notte un ragazzo di 17 anni ha ammesso davanti agli investigatori di aver ucciso la zia e di aver successivamente occultato il cadavere gettandolo nel corso d’acqua che attraversa la zona.
Le attività investigative erano state avviate sotto il coordinamento del pubblico ministero Carmelo Barbaro della Procura di Pordenone. Dopo la verifica dell’età del presunto responsabile, il fascicolo è stato trasferito alla Procura per i minorenni di Trieste, competente per il procedimento.
Secondo quanto ricostruito finora dagli inquirenti, la donna sarebbe stata colpita mortalmente con un coltello. Dopo l’aggressione, il giovane avrebbe trasportato il corpo e lo avrebbe abbandonato nel fiume vicino all’abitazione.
Il ragazzo, cittadino italiano residente nello stesso comune della vittima e prossimo alla maggiore età, era finito sin dall’inizio al centro degli accertamenti svolti dai carabinieri della Compagnia di Portogruaro. Gli elementi raccolti durante le verifiche hanno portato gli investigatori a sottoporlo a un lungo interrogatorio, terminato con l’ammissione delle proprie responsabilità.
Sul luogo del delitto sono intervenuti i militari dell’Arma per i rilievi tecnici insieme al medico legale Antonello Cirnelli. Tra le piste esaminate dagli investigatori figura quella di un omicidio maturato all’interno di una situazione caratterizzata da forti tensioni familiari.
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