Alessandro Matri, dalla depressione dopo il Milan alla paura della Sla: il racconto in tv
Alessandro Matri racconta il periodo più difficile della sua carriera, quando la delusione al Milan si trasformò in depressione e paura delle malattie. Il sostegno di Federica Nargi e della famiglia lo ha aiutato a ritrovare serenità.
La paura di avere una malattia grave, gli esami medici ripetuti e la decisione di rivolgersi a uno specialista. Alessandro Matri ha raccontato a Ballando con le stelle le conseguenze psicologiche vissute dopo la difficile esperienza al Milan, spiegando come una delusione sportiva abbia finito per compromettere la fiducia in sé stesso e la tranquillità nella vita quotidiana.
Durante la sesta puntata del programma di Rai 1, l'ex attaccante ha ripercorso una fase segnata dalla depressione e da una crescente preoccupazione per la propria salute. Tra i timori più forti c'era quello di essere affetto da Sla, la sclerosi laterale amiotrofica, una malattia che temeva di avere pur senza riferire una diagnosi.
Le difficoltà erano cominciate con il trasferimento al Milan nel 2013. Matri arrivava da due anni e mezzo positivi alla Juventus, durante i quali aveva segnato 30 gol. Il ritorno in rossonero, invece, non rispettò le aspettative. Tra la fine del 2013 e l'inizio del 2014 collezionò 15 presenze in campionato, realizzando una sola rete.
Quel rendimento ebbe ripercussioni che andarono ben oltre il calcio. «Come tutti i grandi amori, quando si ama tanto una cosa poi c'è il crollo», ha spiegato Matri, ricordando le serate trascorse chiuso in casa e la sensazione di essere diventato un peso. L'ex calciatore ha paragonato il fallimento sportivo a un lutto, descrivendo la perdita progressiva delle proprie certezze.
Alla delusione professionale si aggiunsero pensieri sempre più insistenti sulle possibili malattie. «Da lì è iniziato il mio calvario calcistico, ho perso autostima e fiducia. Sono diventato vulnerabile, sono caduto in un percorso di depressione da ipocondria. Pensavo di avere la Sla», ha confidato davanti alle telecamere.
Matri ha spiegato anche perché, inizialmente, non riuscisse a confidare queste paure alle persone con cui lavorava. Secondo l'ex attaccante, un calciatore può sentirsi obbligato a mostrarsi sempre forte, quasi fosse un supereroe agli occhi degli altri. Ammettere una fragilità davanti all'allenatore, ai compagni o al presidente gli sembrava difficile, e questo lo portava a tenersi dentro le proprie preoccupazioni.
Il cambiamento è arrivato quando ha deciso di parlare apertamente con Federica Nargi e i suoi genitori. La possibilità di condividere il disagio con la famiglia gli ha dato la sicurezza necessaria per chiedere aiuto e iniziare un percorso di analisi.
«Mi sentivo accudito e protetto, sono andato in analisi e sono stato sempre meglio», ha raccontato. Matri ha precisato che alcune paure non sono scomparse completamente e che continua a sottoporsi a controlli medici ogni sei mesi. Oggi, però, riesce a convivere con quelle preoccupazioni in maniera diversa rispetto al passato.
Un ruolo significativo nel suo percorso personale lo ha avuto anche la nascita delle figlie. L'ex attaccante ha spiegato che diventare padre lo ha aiutato a spostare l'attenzione dai timori legati alla salute alla vita familiare. Un cambiamento che, insieme al sostegno delle persone care e all'analisi, gli ha consentito di recuperare gradualmente un equilibrio dopo gli anni più difficili della carriera.
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