Reddito di cittadinanza, De Luca critica i bonus senza controlli e richiama Conte sulla crescita

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Vincenzo De Luca interviene sul ritorno del Reddito di cittadinanza proposto dal Movimento 5 Stelle. L’ex governatore chiede verifiche più severe sui beneficiari e sostiene che gli aiuti ai poveri debbano andare insieme alla crescita economica.

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Il sostegno alle famiglie in difficoltà deve essere accompagnato da controlli rigorosi sulla destinazione delle risorse pubbliche e da politiche capaci di creare occupazione. È questa la posizione espressa da Vincenzo De Luca, ex presidente della Regione Campania, di fronte alla proposta del Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte di rilanciare il Reddito di cittadinanza.

De Luca affida a Facebook un intervento nel quale distingue la necessità di proteggere le persone economicamente più fragili dal rischio di distribuire contributi a chi non possiede i requisiti. La sua presa di posizione introduce un elemento di contrasto nel confronto politico tra le forze di opposizione, soprattutto sulle modalità con cui finanziare e organizzare gli strumenti contro la povertà.

Nel messaggio, intitolato «REDDITO DI CITTADINANZA: FARE UN’OPERAZIONE VERITÀ. DEMAGOGIA ZERO», l'ex governatore parte dalle condizioni di chi non dispone di risorse sufficienti per affrontare le necessità quotidiane. «In un Paese civile non possono esistere fasce della popolazione abbandonate a se stesse, che affrontano il problema quotidiano della sopravvivenza», scrive.

Il riconoscimento del diritto all'assistenza, tuttavia, non elimina le sue perplessità sulla gestione dei finanziamenti pubblici. De Luca ritiene indispensabile accertare con maggiore precisione la situazione patrimoniale ed economica di chi richiede un sostegno, così da concentrare gli interventi sulle persone che ne hanno effettivamente bisogno.

La parte più dura della sua dichiarazione riguarda proprio i contributi che, a suo giudizio, finiscono nelle mani di beneficiari non meritevoli. «Siamo in un Paese nel quale si bruciano miliardi per dare bonus e contributi a tantissimi parassiti che tolgono l’aiuto ai poveri veri», afferma. Nel post, però, non vengono forniti numeri dettagliati sulle somme percepite irregolarmente né una quantificazione delle persone coinvolte.

La discussione si sviluppa mentre una parte consistente della popolazione italiana continua a vivere in condizioni economiche difficili. Le statistiche diffuse dall'Istat nell'ottobre 2026 indicano che nel 2025 oltre 5,4 milioni di persone si trovavano in povertà assoluta, distribuite in poco più di 2,1 milioni di famiglie. Il fenomeno interessava il 9,3% dei residenti, con un'incidenza sostanzialmente stabile rispetto all'anno precedente.

Questi dati descrivono la dimensione del disagio sociale sul quale si confrontano le diverse proposte politiche. Per De Luca, la risposta non può esaurirsi nell'erogazione di somme di denaro. Occorre intervenire anche sulle condizioni economiche che impediscono a molte famiglie di raggiungere un reddito sufficiente attraverso il lavoro.

«La vera soluzione ai problemi della povertà risiede nella creazione di ricchezza e di sviluppo, altrimenti non ce la faremo mai», sostiene l'ex governatore. Il suo ragionamento collega quindi gli strumenti di assistenza alla capacità del sistema produttivo di generare nuove opportunità occupazionali e maggiori risorse.

Da questa impostazione deriva anche una critica all'azione dell'esecutivo. De Luca considera insufficiente l'attenzione riservata all'espansione dell'economia nazionale e individua nel rafforzamento del Prodotto interno lordo una condizione necessaria per affrontare stabilmente le difficoltà sociali.

«La priorità assoluta deve essere il rilancio dello sviluppo, del Prodotto Interno Lordo e della ricchezza dell’Italia, ma questa cosa sembra non entrare nella testa dei nostri governanti», dichiara, sollecitando una maggiore concentrazione delle politiche pubbliche sugli investimenti e sulla crescita.

Le parole dell'ex presidente campano arrivano durante il lavoro del Movimento 5 Stelle su una nuova formulazione del Reddito di cittadinanza. L'iniziativa sostenuta da Conte punta ad ampliare la protezione economica delle famiglie vulnerabili, prevedendo anche un rafforzamento dei percorsi destinati all'inserimento nel mercato del lavoro.

De Luca non entra nel dettaglio delle modifiche legislative che ritiene necessarie e non presenta un proprio modello alternativo di sussidio. Nel suo intervento individua invece due priorità da affrontare prima di definire un nuovo sistema di aiuti: verificare attentamente chi riceve denaro pubblico e sostenere la produzione di ricchezza attraverso lo sviluppo economico.

La posizione dell'ex governatore lascia dunque aperto il confronto con il Movimento 5 Stelle. Il punto di divergenza non riguarda il principio di assistere chi vive in povertà, ma i criteri di assegnazione delle risorse e il ruolo che gli interventi economici diretti devono avere rispetto alle politiche per il lavoro e la crescita.

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