Conte rilancia il reddito di cittadinanza, nei 20 punti del M5s anche la sfida a Schlein
Il Movimento 5 Stelle porterà al confronto con gli alleati una nuova versione del reddito di cittadinanza. Giuseppe Conte annuncia una proposta in 20 punti e chiede garanzie politiche sulla presenza di Matteo Renzi nella coalizione.
Il reddito di cittadinanza tornerà tra le proposte del Movimento 5 Stelle per il programma della futura coalizione di centrosinistra. Giuseppe Conte ha confermato che la misura farà parte di un documento articolato in 20 punti, con il quale i pentastellati intendono partecipare al confronto con gli alleati in vista delle prossime elezioni politiche. Non si tratterà però di riproporre il provvedimento nella sua formulazione originaria, ma di rivederlo e migliorarne il funzionamento.
Il presidente del M5s ne ha parlato durante la registrazione di Accordi e Disaccordi, trasmissione in onda sul Nove. Alla domanda sulla possibile reintroduzione del reddito di cittadinanza, Conte ha risposto affermativamente, spiegando che una riforma di quella portata richiedeva interventi successivi per essere applicata, corretta e resa più efficace.
La proposta rientra in un progetto politico più ampio che il Movimento presenterà ai tavoli della coalizione. Secondo l'ex presidente del Consiglio, i 20 punti costituiscono una piattaforma progressista capace di affrontare le disuguaglianze economiche e sociali. Conte rivendica inoltre i provvedimenti approvati durante la sua esperienza di governo in materia di contrasto alla povertà, lotta alla corruzione e tutela dei lavoratori precari.
Nel corso dell'intervista, rispondendo anche a una domanda sull'appello rivolto alla politica da Adriano Celentano attraverso Instagram, il leader pentastellato ha insistito sulla necessità di una diversa distribuzione della ricchezza. A suo giudizio, la crescita economica non deve essere ostacolata, ma accompagnata da strumenti che permettano di redistribuirne i benefici. Ha inoltre richiamato le trasformazioni del capitalismo e la necessità di intervenire sulle conseguenze sociali del sistema economico attuale.
Il ritorno del reddito di cittadinanza è soltanto uno dei temi che il M5s intende portare al confronto con il Partito democratico e le altre forze del campo largo. Un'altra questione riguarda infatti la composizione della coalizione e, soprattutto, il ruolo che potrebbe assumere Matteo Renzi in un eventuale futuro governo.
Conte ha escluso di voler imporre veti personali nei confronti del leader di Italia Viva. Ha tuttavia espresso perplessità sulla posizione di Elly Schlein e di una parte del Pd, favorevoli a costruire un'alleanza il più possibile ampia. Secondo il presidente del Movimento, includere Renzi senza aver prima definito impegni politici precisi potrebbe indebolire la credibilità elettorale del progetto.
L'obiettivo di sostituire il governo guidato da Giorgia Meloni, ha spiegato Conte, non è sufficiente a garantire la tenuta di una coalizione. Per il M5s occorre concordare preventivamente un programma coerente e stabilire condizioni che impediscano contrasti insanabili dopo un'eventuale vittoria elettorale.
Il messaggio è rivolto direttamente alla segretaria democratica. Anche nell'ipotesi in cui Schlein dovesse vincere le primarie del centrosinistra, il Movimento pretende chiarezza sugli equilibri interni e sugli impegni che ogni componente dell'alleanza dovrà rispettare. Senza queste garanzie, Conte non considera scontata la partecipazione dei pentastellati.
Tra le condizioni indicate figura una legge rigorosa sul conflitto di interessi. Il leader del M5s ha criticato le attività professionali e gli affari internazionali di Renzi, sostenendo che la possibilità di ricoprire incarichi di governo debba essere accompagnata da regole capaci di prevenire interferenze tra interessi privati e responsabilità pubbliche.
Conte ha precisato che la richiesta non riguarda esclusivamente l'ex presidente del Consiglio, ma deve valere per qualsiasi esponente politico. L'approvazione di una normativa sul conflitto di interessi viene quindi presentata come una condizione indispensabile per la partecipazione del Movimento al progetto progressista.
La discussione si inserisce nel percorso di definizione del programma del campo largo, che i leader della coalizione puntano a completare entro novembre, con le primarie previste a febbraio. Il M5s si prepara così al confronto con due richieste principali: riportare il sostegno economico contro la povertà tra le priorità della coalizione e ottenere accordi vincolanti sulla futura gestione politica dell'alleanza.
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