Terremoto in Giappone, oltre 25 feriti e treni in ritardo dopo la scossa di magnitudo 5.7
La scossa di magnitudo 5.7 che ha colpito il Giappone centrale ha provocato oltre 25 feriti e interruzioni nei trasporti. Tra muri crollati e strade chiuse, le autorità chiedono prudenza per il rischio di nuove scosse nei prossimi giorni.
Il Terremoto che ha interessato il Giappone centrale nella notte di domenica 8 novembre ha causato numerosi feriti, danni ad alcune strutture e disagi alla circolazione ferroviaria. Le conseguenze più rilevanti sono state registrate nelle prefetture di Aichi e Shizuoka, dove diverse persone hanno riportato lesioni, anche a seguito di cadute provocate dalle forti oscillazioni.
Il sisma si è verificato alle 1:04 del mattino, ora locale, con una magnitudo preliminare di 5.7. L'epicentro è stato individuato nella parte occidentale della prefettura di Shizuoka, a una profondità di circa 41 chilometri. L'intensità massima rilevata ha raggiunto il livello 5 forte della scala sismica giapponese nella città di Chita, nella prefettura di Aichi.
Il bilancio delle persone coinvolte supera i 25 feriti. Nella prefettura di Aichi sono stati segnalati anche due feriti gravi, mentre a Shizuoka tre persone hanno riportato lesioni lievi. Tra gli episodi registrati figurano diverse cadute all'interno delle abitazioni durante la scossa. Le autorità stanno proseguendo la raccolta delle segnalazioni per accertare l'entità complessiva dei danni.
Le verifiche sul territorio hanno individuato cedimenti e ostacoli alla viabilità. Nella città di Hamamatsu, un muro di blocchi in cemento è crollato nei pressi del lago Hamana. Nella prefettura di Nagano, invece, una frana con caduta di massi ha imposto la chiusura di un tratto stradale nella zona di Iida, dove sono state avviate le operazioni necessarie per ripristinare la sicurezza.
Il terremoto ha avuto ripercussioni anche sui collegamenti ferroviari. Alcuni servizi locali sono stati temporaneamente interrotti per consentire i controlli sulle infrastrutture. Sulla linea ad alta velocità Tokaido Shinkansen, i convogli hanno accumulato ritardi nel tratto compreso tra Shizuoka e Gifu-Hashima, dove sono state adottate limitazioni alla velocità per motivi di sicurezza.
Nonostante la forza della scossa, non è stato necessario diramare un allarme tsunami. Sono arrivate rassicurazioni anche dalla società Chubu Electric Power, che non ha rilevato anomalie nella centrale nucleare di Hamaoka, situata nella prefettura di Shizuoka. Gli impianti e le infrastrutture delle aree interessate restano comunque sottoposti ai controlli previsti dalle procedure di emergenza.
Un altro elemento seguito dagli esperti riguarda la vicinanza alla fossa di Nankai, una zona sismica considerata particolarmente delicata per la possibilità di terremoti di grande intensità. L'Agenzia meteorologica giapponese ha tuttavia valutato come bassa la probabilità che l'evento dell'8 novembre sia direttamente collegato a un futuro megaterremoto nell'area.
La popolazione è stata invitata a prestare attenzione soprattutto nei territori che hanno registrato le oscillazioni più intense. Le autorità giapponesi raccomandano prudenza per circa una settimana, periodo durante il quale non si possono escludere ulteriori scosse significative. Particolare cautela viene richiesta nelle zone montuose, lungo le strade interessate dalla caduta di detriti e vicino agli edifici che potrebbero aver subito danni strutturali.
Il governo continua a seguire l'evoluzione della situazione attraverso gli organismi incaricati della gestione delle emergenze, mentre le amministrazioni locali verificano le condizioni delle infrastrutture e coordinano gli interventi nelle aree colpite.
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