Lele Mora dopo l'ictus, cinque giorni in terapia intensiva e il desiderio di tornare a Verona

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Dopo un malore avvertito prima di uno spettacolo all'Aquila, Lele Mora ha perso conoscenza durante un viaggio in treno verso Roma. L'ex agente dei vip è ricoverato da due settimane e spera di proseguire le cure vicino ai figli a Verona.

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Lele Mora è ricoverato da circa due settimane al Policlinico Umberto I di Roma dopo essere stato colpito da un ictus. L'ex agente dei personaggi dello spettacolo ha trascorso cinque giorni in terapia intensiva e dovrà affrontare un percorso di riabilitazione di almeno due mesi. Il suo obiettivo è trasferirsi in una struttura sanitaria a Verona, dove potrebbe ricevere le cure necessarie restando vicino alla famiglia.

A raccontare le condizioni di Mora è Il Messaggero, che ha raccolto la sua testimonianza durante il ricovero. Accanto a lui, al momento dell'intervista, c'erano la figlia Diana e don Felice, sacerdote conosciuto anni prima nella comunità Exodus di don Mazzi. L'ex manager ha ripercorso le ore precedenti al ricovero e ha parlato della paura vissuta dopo il malore.

I primi sintomi erano comparsi mentre Mora si trovava all'Aquila per uno spettacolo teatrale. Poco prima dell'ingresso in scena aveva avvertito un malessere, ma aveva deciso di rispettare l'impegno con il pubblico, che aveva acquistato tutti i biglietti disponibili. Il giorno successivo avrebbe dovuto raggiungere Verona, passando prima dalla Capitale.

Durante il viaggio in treno verso Roma, però, ha perso conoscenza. Da quel momento non ricorda più nulla fino al ricovero in ospedale. I medici lo hanno assistito in terapia intensiva per cinque giorni, prima di avviare la fase successiva delle cure.

«Mi hanno strappato alla morte. Se sono ancora qui lo devo solo a Dio», ha dichiarato Mora, descrivendo la gravità di quanto accaduto. L'ex agente, protagonista per molti anni del mondo dello spettacolo italiano tra gli anni Novanta e Duemila, ha ammesso di considerare questa esperienza una delle prove più difficili della propria vita.

La riabilitazione richiederà tempo e Mora sa che il recupero non sarà immediato. Nell'intervista ha spiegato di voler affrontare questa fase soprattutto per i figli Diana e Mirko e per i nipoti, ai quali si sente profondamente legato. Parlando della famiglia non è riuscito a trattenere le lacrime.

Il ricovero è rimasto riservato per volontà dello stesso Mora e dei suoi familiari. Nessuno tra le persone che frequentava nel mondo dello spettacolo era stato informato dell'ictus. Una scelta concordata con i figli, che hanno preferito mantenere privata la situazione sanitaria.

Adesso la principale preoccupazione riguarda la possibilità di avvicinarsi ai propri cari. Diana e Mirko vivono lontano da Roma e Mora vorrebbe continuare la riabilitazione in Veneto. Il trasferimento, tuttavia, non è ancora stato organizzato a causa delle difficoltà nel trovare un posto disponibile in una struttura adeguata. Per il momento l'ex agente rimane ricoverato nella Capitale, in attesa di una soluzione che gli permetta di proseguire le cure a Verona.

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