Caterina Balivo critica la cronaca nera in tv, dai figli alle regole sui social
Caterina Balivo racconta le difficoltà di separare lavoro e vita privata, difende il suo modo diretto di condurre e critica lo spazio dedicato alla cronaca nera in tv. Per i figli, intanto, sceglie regole severe su smartphone e social.
Caterina Balivo vorrebbe una televisione capace di raccontare più storie e dedicare meno spazio ai fatti di cronaca nera. La conduttrice di La Volta Buona ha espresso questa posizione durante il Festival dello Spettacolo, sul palco dell'Arena del Super Studio Più di Milano, dove ha affrontato anche temi personali, dal rapporto con i figli alle difficoltà incontrate nel corso della carriera.
La presentatrice ha criticato soprattutto la quantità di trasmissioni e approfondimenti dedicati agli episodi di cronaca più drammatici. A suo giudizio, il pubblico potrebbe essere interessato anche ad argomenti differenti, senza concentrare gran parte della programmazione sulle stesse vicende. «C'è un abuso di cronaca nera. Io lo trovo vergognoso», ha dichiarato, spiegando di non condividere questa scelta neppure quando guarda la televisione da semplice spettatrice.
Balivo ha riconosciuto che le decisioni editoriali non dipendono esclusivamente dalla sua volontà. Conducendo un programma della Rai, deve rispettare una linea e una serie di esigenze che possono limitare gli argomenti da affrontare. Se avesse maggiore libertà, ha spiegato, eviterebbe di proporre determinati contenuti e darebbe spazio ad altre storie, comprese quelle difficili, senza considerare la cronaca nera l'unico genere capace di attirare gli spettatori.
Nel corso dell'incontro ha parlato anche del proprio carattere, riconoscendo che la spontaneità può diventare un elemento controverso del suo modo di lavorare. «La mia bocca va più veloce della testa», ha ammesso, ricordando le critiche ricevute per alcune uscite considerate troppo pungenti. Non ritiene di avere uno stile particolarmente accogliente, ma si riconosce soprattutto in una conduzione diretta, nella quale le reazioni arrivano spesso prima di una riflessione approfondita.
Un altro aspetto del suo lavoro riguarda il coinvolgimento emotivo nelle vicende raccontate dagli ospiti. Balivo ha spiegato di non riuscire a mantenere sempre una distanza professionale quando ascolta qualcuno che condivide un'esperienza dolorosa. Per lei, chi conduce deve restare vicino alle persone, anche se questo significa portare a casa emozioni difficili da lasciare negli studi televisivi.
Proprio parlando del rapporto tra professione e vita privata, ha ricordato una decisione importante presa nel 2020. In quell'anno scelse di lasciare il lavoro per ragioni personali, senza approfondire ulteriormente le motivazioni. Ha riconosciuto che probabilmente dovrebbe imparare a separare meglio le esperienze vissute davanti alle telecamere dalla propria quotidianità, pur sapendo quanto questo le risulti complicato.
La conversazione si è poi spostata sui risultati di La Volta Buona. La conduttrice si è detta soddisfatta dell'andamento del programma, ma ha precisato di non voler misurare il proprio equilibrio personale attraverso gli ascolti. I dati positivi la rendono felice soprattutto per i colleghi che lavorano alla trasmissione, a cominciare dai componenti della redazione che spesso terminano la giornata alle 20.
Balivo ha spiegato di considerare gli alti e bassi degli ascolti una componente inevitabile del mestiere. Non vuole esaltarsi quando i risultati migliorano, così come cerca di non scoraggiarsi nei periodi meno favorevoli. Un atteggiamento che, secondo lei, aiuta ad affrontare le oscillazioni della televisione senza perdere di vista il lavoro quotidiano.
Tra le esperienze professionali ricordate durante l'intervento figura anche la collaborazione con Milly Carlucci. Balivo ha raccontato di essersi sentita lusingata dall'opportunità di lavorare al suo fianco, descrivendola come una professionista capace di trasmettere competenze e passione. Ha sottolineato quanto sia prezioso osservare il suo metodo e imparare direttamente da una persona con una lunga esperienza televisiva.
Una parte dell'incontro è stata dedicata alla famiglia e al rapporto con gli adolescenti. Dopo il podcast Ricomincio da no, realizzato nel 2021, Balivo ha annunciato un nuovo progetto intitolato Normale Motivo, previsto per il 20 novembre, in occasione della giornata dedicata all'adolescenza. Il programma comprenderà sei puntate pensate per affrontare le difficoltà della crescita e offrire ai genitori strumenti di riflessione.
La conduttrice ha raccontato di avere due figli, una bambina di 9 anni e un ragazzo di 14, entrambi desiderosi di costruire una propria identità indipendente dalla notorietà dei genitori. Ha osservato con ironia che i ragazzi preferiscono non essere associati pubblicamente alla madre e al padre, interpretando questo comportamento come una possibile esigenza di autonomia, forse ancora più forte quando si cresce in una famiglia conosciuta.
Sull'educazione digitale, invece, Balivo ha scelto una linea particolarmente rigorosa. La figlia più piccola non avrà uno smartphone prima dei 13 anni, nonostante alcune compagne della sua età ne possiedano già uno. In casa è disponibile un telefono fisso con un'agenda dei numeri da chiamare, soluzione che la conduttrice considera sufficiente per le esigenze della bambina.
Il figlio quattordicenne può utilizzare il cellulare, ma deve rispettare limiti precisi. Per YouTube e TikTok ha a disposizione complessivamente un'ora, trascorsa la quale l'utilizzo viene interrotto. Balivo ha riconosciuto che far accettare queste restrizioni non è semplice, soprattutto quando i coetanei seguono abitudini differenti. La sua speranza è che il ragazzo, crescendo, comprenda le ragioni delle regole stabilite in famiglia.
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