Treviso, famiglia sfrattata per 20 mila euro di debiti: la nonna dorme in auto
A Treviso, dopo lo sfratto da un alloggio pubblico, una donna di 68 anni dorme in automobile mentre la figlia e il genero cercano riparo altrove. Il nipote di sei anni è stato affidato ai parenti. Il Comune richiama un debito di 20 mila euro.
Dal 29 settembre Paola Groppo, 68 anni, non ha più accesso all'alloggio pubblico in cui abitava con la figlia, il genero e il nipote di sei anni. L'Ater ha eseguito lo sfratto per morosità e sostituito le serrature dell'appartamento e del garage. Da allora la donna trascorre le notti nella propria automobile, mentre gli altri componenti della famiglia hanno cercato sistemazioni separate.
La vicenda, raccontata dal Corriere della Sera, riguarda una famiglia di Treviso che ha perso la casa dopo aver accumulato arretrati nei pagamenti dell'affitto. Secondo il Comune, il debito raggiunge circa 20 mila euro, una somma maturata nel corso degli anni e per la quale era stato predisposto un piano di rientro rimasto senza seguito.
La sessantottenne descrive una quotidianità fatta di coperte sistemate sui sedili e temperature notturne sempre più difficili da sopportare. «Questa è la mia dimora, di notte fa freddo, ho alcune coperte e in qualche modo mi arrangio», racconta mostrando l'interno della vettura.
Secondo Paola Groppo, le difficoltà economiche sarebbero aumentate dopo il rincaro del canone di locazione. «Hanno alzato i prezzi dell'affitto e non riuscivamo a starci dietro come famiglia», sostiene. Nell'abitazione sarebbero rimasti anche alcuni effetti personali, ai quali i familiari non possono più accedere dopo la sostituzione delle serrature.
La situazione ha costretto il nucleo a separarsi. La figlia e il genero, riferisce la donna, dormono a loro volta in automobile, ma in un altro luogo. Per il bambino di sei anni è stata trovata una sistemazione presso altri familiari in Marocco, così da evitargli le notti in macchina. «Mio nipote lo abbiamo mandato dagli altri nonni, non potevamo farlo dormire in macchina», spiega la nonna.
La donna contesta inoltre la mancanza di un'alternativa abitativa e afferma di aver individuato due appartamenti apparentemente inutilizzati nelle vicinanze. «Non capisco perché le assistenti sociali e il Comune non vogliano aiutarci», dichiara, chiedendo una soluzione che permetta alla famiglia di tornare a vivere sotto lo stesso tetto.
Una ricostruzione diversa arriva dall'assessore alla Famiglia del Comune di Treviso, Gloria Tessarollo. L'amministratrice precisa che lo sfratto deriva dal mancato pagamento dei canoni e che gli uffici avevano già tentato di concordare una restituzione graduale delle somme dovute.
«Avevamo pensato per loro un piano di rientro che non è stato rispettato», afferma Tessarollo. Secondo l'assessore, la famiglia non avrebbe chiesto sostegno durante il periodo in cui il debito continuava a crescere, rivolgendosi ai servizi comunali soltanto quando la situazione non consentiva più di ricorrere alla rateizzazione.
Il Comune riferisce anche di un recente colloquio tra la sessantottenne e i servizi sociali. In quell'occasione, secondo quanto dichiarato dall'assessore, Paola Groppo avrebbe comunicato di aver trovato temporaneamente ospitalità presso il compagno. Una circostanza che l'amministrazione richiama per spiegare le valutazioni compiute sul caso.
Un altro punto riguarda le risorse economiche del nucleo familiare. Tessarollo sostiene che la presenza di una pensione e di uno stipendio permetterebbe agli interessati di cercare un'abitazione sul mercato privato. Per questa ragione, secondo l'assessore, non sarebbe giustificata l'assegnazione di uno degli immobili riservati alle emergenze abitative.
La stessa amministratrice considera comprensibile la decisione di affidare temporaneamente il bambino ai parenti in Marocco, viste le condizioni in cui si trovano gli adulti. Resta però la distanza tra la richiesta di aiuto della famiglia e la posizione del Comune, che indica nella ricerca di una casa in affitto da privati l'unica soluzione attualmente percorribile.
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