Joanne vive in auto a Pieve Emanuele, sfrattata con 550 euro di pensione attende una casa

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Joanne Belotti, 69 anni, vive nella sua Fiat Panda a Pieve Emanuele dopo essere stata sfrattata e non essere più riuscita a sostenere l'affitto con una pensione di 550 euro. In attesa di un alloggio popolare, il Comune le ha assegnato una residenza fittizia per mantenere i servizi essenziali.

Milano
Joanne vive in auto a Pieve Emanuele, sfrattata con 550 euro di pensione attende una casa
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Da quando è stata sfrattata, Joanne Belotti, 69 anni, vive all'interno della sua Fiat Panda parcheggiata a Pieve Emanuele, nell'hinterland sud di Milano. La donna riceve una pensione di appena 550 euro al mese, una cifra che non le ha più consentito di sostenere il costo dell'affitto, aumentato nel tempo fino a diventare insostenibile.

Dopo aver perso l'abitazione, Joanne si è ritrovata anche senza residenza e con il rischio di perdere l'accesso a servizi fondamentali come il medico di base e la tessera sanitaria. Per questo il Comune le ha assegnato una residenza anagrafica in via Lombardia 3, un indirizzo convenzionale che le permette di conservare i propri diritti e di presentare le richieste previste per l'emergenza abitativa.

La donna racconta di aver chiesto aiuto alla figlia, residente nello stesso comune, ma di non aver trovato accoglienza a causa di rapporti familiari difficili. L'unica soluzione rimasta è stata quella di trasformare la propria automobile in un rifugio temporaneo, mentre attende l'esito della domanda presentata per ottenere un alloggio popolare.

La quotidianità è fatta di continui adattamenti. Per lavarsi si appoggia all'ospitalità di un'amica e, in alcune occasioni, riesce anche a trascorrere la notte in casa di conoscenti. Nella maggior parte dei giorni, però, resta nella vettura, dove conserva nel bagagliaio i propri effetti personali, acqua e qualche genere alimentare.

Con l'arrivo dell'estate, le condizioni all'interno dell'auto diventano ancora più difficili. Joanne racconta che il caldo rende quasi impossibile restare nell'abitacolo durante il giorno, mentre la notte vive con la preoccupazione di dormire da sola in strada.

La 69enne afferma di essersi rivolta anche alla Caritas, al parroco della zona e alle istituzioni per cercare una sistemazione, senza riuscire finora a trovare una soluzione stabile. Intanto continua ad attendere l'assegnazione di un'abitazione, sostenendo di aver visto alcuni appartamenti comunali e immobili dell'Aler che risulterebbero ancora vuoti e non assegnati.

Il suo obiettivo resta quello di trovare anche un piccolo alloggio che le permetta di lasciare l'auto e tornare a vivere in una casa, dopo mesi trascorsi affrontando ogni giorno le difficoltà legate all'assenza di un'abitazione stabile.

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