Manovra 2027, scuola in piazza l'11 novembre e poliziotti pronti alla protesta

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La manovra 2027 apre un novembre di mobilitazioni. Scuola in piazza l'11, sciopero della Flc Cgil il 20 e poliziotti pronti a protestare sulle pensioni, mentre le Regioni chiedono più fondi per la sanità e la maggioranza discute.

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Il confronto sulla legge di bilancio per il 2027 si prepara a entrare in una fase delicata, con manifestazioni già programmate, nuove richieste di finanziamenti e divergenze tra i partiti della maggioranza. Il governo ha convocato le organizzazioni sindacali a Palazzo Chigi per il 13 novembre, ma il calendario delle mobilitazioni partirà prima dell'incontro. Le principali contestazioni riguardano gli organici scolastici, le pensioni del personale di sicurezza e le risorse destinate alla sanità.

Il primo appuntamento è fissato per mercoledì 11 novembre, quando Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Anief manifesteranno contro le riduzioni di personale previste dalla manovra. Il 16 novembre seguiranno assemblee negli istituti, mentre il 20 novembre la Flc Cgil ha proclamato uno sciopero che coinvolgerà anche università e ricerca.

Al centro della contestazione ci sono i posti di lavoro nella scuola. Secondo i calcoli sindacali, considerando le riduzioni già disposte e quelle previste dalla nuova legge di bilancio, nell'arco di tre anni verrebbero eliminati 14.808 posti tra insegnanti e personale Ata. Le organizzazioni dei lavoratori contestano la scelta di ridimensionare gli organici in risposta alla diminuzione delle nascite, sostenendo che le scuole abbiano invece bisogno di personale e investimenti adeguati.

Le richieste del settore scolastico hanno aperto un confronto anche nella coalizione di governo. Lega e Forza Italia si sono mostrate disponibili a valutare modifiche alle disposizioni contestate, mentre Fratelli d'Italia mantiene una posizione più prudente. Le eventuali correzioni dovranno comunque trovare una copertura finanziaria durante l'esame parlamentare della manovra.

Un altro fronte riguarda il personale delle forze dell'ordine. Il Siulp contesta la mancata introduzione di una previdenza specifica per il comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, nonostante gli impegni che il sindacato ritiene fossero stati assunti dall'esecutivo. Il segretario generale Felice Romano ha chiarito che la richiesta non punta a ottenere privilegi, ma a riconoscere le particolari condizioni di servizio degli operatori.

Il sindacato prospetta una mobilitazione particolarmente ampia, fino alla partecipazione diretta dei poliziotti alle manifestazioni di piazza. Forza Italia sta cercando una soluzione attraverso un intervento dal costo stimato di 48 milioni di euro all'anno. Anche Fratelli d'Italia avrebbe mostrato disponibilità a esaminare la proposta, sulla quale sono in corso valutazioni tecniche della Ragioneria.

Per il 12 novembre è previsto un incontro tra Forza Italia e le rappresentanze sindacali del settore, con il coinvolgimento politico del sottosegretario alla Difesa Matteo Perego e del senatore Maurizio Gasparri. Tra gli elementi considerati per individuare una copertura finanziaria figura il trattamento delle pensioni militari nell'ambito del bilancio integrato della Difesa collegato agli impegni Nato.

La questione previdenziale provoca intanto un confronto interno alla maggioranza. La Lega continua a sostenere la possibilità di pensionamento a 64 anni, ma la proposta ha incontrato le critiche di Guido Bertolaso, assessore al Welfare della Lombardia. Secondo Bertolaso, le risorse necessarie per questa misura potrebbero essere impiegate più utilmente negli ospedali. L'assessore ha richiamato anche la propria esperienza personale, osservando che continuare a lavorare dopo i 64 anni non rappresenta necessariamente un problema.

La risposta degli esponenti lombardi della Lega è stata immediata. I rappresentanti del Carroccio hanno invitato Bertolaso a concentrarsi sul funzionamento dei servizi sanitari di sua competenza, anziché intervenire sulle politiche pensionistiche. Lo scambio conferma le differenti priorità presenti nella coalizione mentre il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti deve gestire le richieste di modifica della legge di bilancio.

Proprio la sanità costituisce uno dei principali capitoli di confronto con le amministrazioni regionali. Per il 2027 le Regioni avevano chiesto 6,5 miliardi di euro aggiuntivi, mentre la manovra prevede 2,4 miliardi, ai quali si somma un miliardo già stanziato. La distanza tra le richieste e le risorse disponibili alimenta le preoccupazioni sulla capacità di finanziare i servizi e affrontare le esigenze del sistema sanitario.

Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha riconosciuto le difficoltà legate ai vincoli di bilancio, chiedendo tuttavia maggiori risorse e margini di flessibilità. Pur appartenendo al centrodestra, Rocca ha espresso le esigenze delle amministrazioni regionali senza formulare una valutazione definitiva sulla manovra, che arriverà soltanto al termine del percorso parlamentare.

Tra le categorie economiche insoddisfatte figurano anche le imprese edili. L'Ance contesta l'assenza di nuovi finanziamenti per compensare l'aumento dei prezzi dei materiali da costruzione e la scelta di distribuire su dieci anni gli ultimi crediti collegati al Superbonus. Due questioni che, secondo l'associazione, rischiano di pesare sui bilanci delle aziende impegnate nei cantieri.

Forza Italia intende inoltre proporre modifiche alla disciplina fiscale applicata ai contribuenti con patrimoni elevati che trasferiscono la propria residenza fuori dall'Italia. Il partito chiede di circoscrivere l'exit tax alle plusvalenze maturate sul territorio nazionale, prevedendo specifiche tutele per i trasferimenti all'interno dell'Unione europea.

Le opposizioni concentrano invece le critiche sull'aumento delle spese militari. Secondo le elaborazioni di Milex, nel 2027 il bilancio italiano della difesa supererà per la prima volta i 40 miliardi di euro, con 17,2 miliardi destinati agli armamenti. A questi importi si aggiungerebbero 865 milioni distribuiti su due anni per infrastrutture Nato e forze di pronto intervento.

Angelo Bonelli ha espresso un giudizio nettamente negativo sulla manovra, accusando il governo di privilegiare gli investimenti militari rispetto alle necessità della sanità pubblica. Critiche analoghe arrivano dalla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e dal presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che contesta la disponibilità di ingenti finanziamenti per la difesa a fronte delle risorse ritenute insufficienti per le esigenze sociali e i progetti delle famiglie.

Il governo dovrà quindi affrontare contemporaneamente il confronto con i sindacati, le richieste delle Regioni e le trattative interne alla maggioranza. Le manifestazioni dell'11 e del 20 novembre rappresentano i primi appuntamenti già fissati, mentre resta da capire se gli incontri politici e sindacali riusciranno a evitare ulteriori proteste del personale di polizia e a produrre modifiche condivise alla legge di bilancio.

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