Manovra 2027, dal bollo auto alla flat tax: le misure allo studio e il nodo delle coperture

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La Manovra 2027 prende forma tra esenzione del bollo auto, ipotesi di flat tax e nuovi incentivi a lavoro e famiglie. Il governo cerca coperture certe per finanziare le misure senza compromettere il percorso di riduzione del deficit.

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Il cantiere della Manovra 2027 si allarga con interventi destinati a famiglie, lavoratori, giovani e imprese. L'obiettivo del governo è concentrare le risorse su misure considerate prioritarie, mantenendo allo stesso tempo sotto controllo deficit e debito pubblico in una fase segnata dalle tensioni internazionali e dall'incertezza sui prezzi dell'energia.

Una delle novità già definite riguarda il bollo auto. Per il 2027 è prevista l'esenzione per le persone fisiche proprietarie di autovetture a benzina o gasolio con potenza non superiore a 80 kW. L'agevolazione vale per un solo veicolo e, in presenza di più auto ammesse, viene applicata a quella con potenza inferiore. Sono previste regole specifiche anche per motocicli e ciclomotori.

La misura vale oltre 2,3 miliardi di euro e interessa circa 13,2 milioni di automobili e 1,1 milioni di motocicli. Il provvedimento approvato dal governo copre al momento il solo 2027, mentre l'esecutivo ha indicato l'intenzione di trasformare successivamente l'esenzione in una misura stabile, compatibilmente con le coperture disponibili.

Nel pacchetto fiscale trovano spazio anche diverse ipotesi rivolte agli under 35. Tra quelle in discussione c'è una tassazione agevolata sugli aumenti contrattuali dei giovani e la proposta di applicare un'aliquota del 5% per cinque anni alle nuove assunzioni di lavoratori con meno di 35 anni.

Sul fronte del lavoro, il governo valuta la conferma delle agevolazioni contributive per le assunzioni stabili di giovani e donne, degli incentivi nella Zes e delle misure destinate alla trasformazione dei contratti precari. Restano inoltre sul tavolo la tassazione ridotta sui rinnovi contrattuali, sul lavoro notturno e sugli straordinari e l'imposta agevolata sui premi di produttività.

Tra gli interventi allo studio compare anche un nuovo rifinanziamento del Fondo nuove competenze, che potrebbe superare complessivamente i 2 miliardi di euro. Per le famiglie si ragiona invece su un possibile salvadanaio previdenziale destinato ai nuovi nati e sul rafforzamento del bonus per le madri lavoratrici con almeno due figli e redditi fino a 40 mila euro annui.

Un altro capitolo riguarda la tredicesima. La proposta prevede una tassazione ridotta al 15% o al 10% per i contribuenti con redditi fino a 15 mila euro. Il beneficio, nelle stime associate al progetto, potrebbe tradursi in un incremento netto in busta paga compreso tra 200 e 500 euro, in base al reddito.

Per le partite Iva la Lega propone invece di innalzare da 85 mila a 100 mila euro la soglia massima di ricavi per l'accesso al regime forfettario con aliquota al 15%. L'estensione richiederebbe però il necessario passaggio con le istituzioni europee.

Alle imprese potrebbero essere destinati nuovi incentivi agli investimenti tecnologici, con particolare attenzione all'Intelligenza Artificiale e alla robotica avanzata. Tra le ipotesi figura il ritorno dell'iperammortamento, mentre per la Zes si valuta l'estensione almeno delle procedure semplificate a una platea territoriale più ampia.

Il governo sta inoltre esaminando una revisione delle regole Isee per modificare i criteri di accesso ad alcuni bonus. Sul fronte dell'edilizia si valuta la conferma della detrazione al 50% per la prima casa e al 36% per le seconde abitazioni, con percentuali più elevate per gli interventi che comprendano anche lavori di efficientamento energetico.

Tra le altre ipotesi figurano una cedolare secca selettiva per alcune categorie di negozi e un intervento sull'Irpef per il ceto medio. Il progetto prevede l'estensione dell'aliquota del 33% fino a 60 mila euro di reddito, rispetto all'attuale soglia di 50 mila, con un costo stimato attorno ai 3 miliardi di euro e una platea di circa un milione di contribuenti.

La definizione finale delle misure dipenderà dalle risorse disponibili. Il governo punta a evitare interventi privi di copertura e a preservare il percorso di riduzione del disavanzo, mentre il fabbisogno di rifinanziamento del debito e l'andamento dei tassi continuano a rappresentare una delle principali variabili per la costruzione della legge di Bilancio.

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