Allarmi bomba sui voli per Roma, chi è Vladislav Pozdnyakov e cosa sostiene Male State
Le minacce di bomba su due voli diretti a Roma portano la firma dei Combattenti dello Stato Maschile, sigla legata a un movimento estremista russo. Il suo fondatore è Vladislav Pozdnyakov, figura nota per le campagne misogine e nazionaliste.
Le email con minacce di bomba inviate per due voli diretti a Roma, uno partito da Helsinki e l'altro da Dublino, riportavano la firma dei «Combattenti dello Stato Maschile». La denominazione richiama Male State, organizzazione ultranazionalista russa fondata da Vladislav Pozdnyakov, già dichiarata estremista dalle autorità di Mosca. La presenza della firma nei messaggi, tuttavia, non dimostra che il movimento o il suo fondatore siano responsabili degli allarmi.
Ex personal trainer e blogger, Vladislav Pozdnyakov ha costruito negli anni una rete di sostenitori attraverso internet, promuovendo idee suprematiste, misogine e apertamente contrarie al femminismo. Per la sua comunicazione e le posizioni sui rapporti tra uomini e donne, viene spesso accostato all'influencer Andrew Tate. Le origini del movimento risalgono al 2016, quando Pozdnyakov creò una comunità sulla piattaforma russa VKontakte.
L'organizzazione, conosciuta anche come Stato Maschile o Muzhskoye gosudarstvo, propone una società fondata sulla superiorità maschile e su una concezione etnica della nazione russa. Secondo la ricostruzione pubblicata da Bellingcat, il gruppo sostiene che il diritto di vivere in Russia debba appartenere esclusivamente ai bianchi, con particolare riferimento alle popolazioni slave.
La stessa ideologia considera il femminismo e la comunità LGBTQ+ come influenze occidentali dannose per la società. Alle donne viene assegnato un ruolo rigidamente subordinato agli uomini, limitato principalmente alla famiglia, alla maternità e ai doveri coniugali. Sono posizioni che hanno caratterizzato fin dall'inizio la propaganda del movimento.
Male State non è rimasto confinato a una comunità virtuale. Nel corso della sua attività ha creato sezioni territoriali in diverse regioni russe e adottato simboli identificativi, tra cui un'aquila nera accompagnata da lettere cirilliche. Pozdnyakov ha inoltre utilizzato numerosi canali Telegram, compresi Male State, Butylka, Nationalism and Patriarchy e un proprio blog, per diffondere messaggi nazionalisti e attacchi contro donne considerate contrarie ai valori tradizionali.
Una delle iniziative più note risale ai Mondiali di calcio del 2018, organizzati in Russia. In quell'occasione i sostenitori del gruppo presero di mira donne russe fotografate insieme a tifosi stranieri oppure sospettate di avere rapporti sentimentali o sessuali con loro. Fotografie e informazioni personali furono pubblicate online, esponendo alcune delle donne coinvolte a insulti, intimidazioni e molestie. Bellingcat ha documentato queste campagne e le modalità con cui venivano organizzate.
Le attività di Pozdnyakov finirono anche davanti alla giustizia. Nel settembre 2018 ricevette una condanna a due anni di libertà vigilata per istigazione all'odio contro le donne. Il provvedimento venne però annullato nel 2019 in seguito a una modifica della normativa sulla quale si fondava la decisione giudiziaria. Nello stesso anno VKontakte escluse Male State dalla piattaforma per incitamento alla violenza, spingendo l'organizzazione a concentrare la propria presenza su Telegram.
Il movimento tentò anche di avvicinarsi alla politica istituzionale russa attraverso contatti con il Partito liberal-democratico russo, noto con la sigla Ldpr e allora guidato da Vladimir Zhirinovsky. Il progetto non si tradusse in una collaborazione stabile. Le posizioni del gruppo furono considerate eccessivamente radicali persino in alcuni ambienti del nazionalismo russo.
Nel 2021 arrivò un ulteriore provvedimento: un tribunale russo dichiarò Male State un'organizzazione estremista e ne vietò le attività. Dopo la decisione, gli ambienti legati a Pozdnyakov continuarono a operare anche attraverso la denominazione Male Legion, mantenendo una propaganda caratterizzata da razzismo, nazionalismo radicale e ostilità verso le donne.
L'International Centre for Counter-Terrorism (Icct) distingue questa realtà dalle comunità comunemente definite incel. L'ostilità verso le donne dei sostenitori di Male State non deriva necessariamente da difficoltà nelle relazioni sentimentali. Secondo l'istituto, il movimento va interpretato soprattutto attraverso lo scontro tra la diffusione delle idee femministe e la difesa dei modelli familiari tradizionali da parte degli ambienti conservatori russi.
Nei canali collegati all'organizzazione sono comparsi anche riferimenti riconducibili all'estremismo neonazista. Tra questi figurano il numero 1488, utilizzato negli ambienti suprematisti, e il termine tedesco «untermensch», impiegato dalla propaganda nazista per indicare persone considerate inferiori. Quest'ultima espressione è stata utilizzata nelle conversazioni del movimento anche per riferirsi agli ucraini, pur senza che Male State si definisca ufficialmente un'organizzazione neonazista.
Con l'invasione russa dell'Ucraina, la propaganda degli ambienti vicini a Pozdnyakov ha assunto anche una marcata posizione favorevole alla guerra. Nei canali sono circolati contenuti ostili alla popolazione ucraina, filmati dei combattimenti e immagini di violenze estreme. La diffusione di questo materiale ha accompagnato il sostegno del gruppo all'intervento militare russo.
Il nome di Pozdnyakov è comparso inoltre in relazione a episodi di violenza contro oppositori del Cremlino. Secondo quanto riportato da Novaya Gazeta, il fondatore di Male State avrebbe rivendicato di aver ordinato l'aggressione avvenuta a Vilnius, in Lituania, contro Leonid Volkov, storico collaboratore del dissidente russo Alexei Navalny. Si tratta di una rivendicazione attribuita a Pozdnyakov, non di una responsabilità giudiziaria accertata.
Le minacce ricevute dagli aeroporti europei hanno riportato il nome dell'organizzazione nelle cronache internazionali. Gli investigatori devono però stabilire chi abbia effettivamente inviato i messaggi e se esista un collegamento operativo con il movimento russo. La firma utilizzata nelle email rappresenta un elemento delle indagini, ma non consente da sola di attribuire gli episodi a Pozdnyakov o ai suoi sostenitori.
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