Allarmi bomba sui voli europei, aerei dirottati e indagini sulle email inviate in Italia

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Una serie di minacce di bomba ha modificato le rotte di alcuni aerei europei e fatto scattare controlli negli aeroporti italiani. Gli investigatori esaminano email in italiano e valutano possibili collegamenti tra gli episodi.

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Una serie di segnalazioni di presunti ordigni ha coinvolto giovedì 5 novembre numerosi collegamenti aerei in Europa, costringendo alcune compagnie a modificare le rotte e le autorità aeroportuali ad attivare procedure straordinarie. Tra i voli interessati figurano diversi aerei partiti dall'Italia o diretti negli scali di Roma e Milano. Le forze dell'ordine stanno cercando di stabilire se le minacce siano riconducibili a un'unica iniziativa coordinata.

Gli accertamenti si concentrano soprattutto su alcuni messaggi di posta elettronica inviati nelle prime ore della giornata. Per gli aeroporti italiani, le segnalazioni sarebbero partite da una stessa email, scritta in italiano e intitolata "Segnalazione minaccia". Il messaggio sarebbe stato recapitato ad Aeroporti di Roma, ad altre società operative a Fiumicino e a soggetti collegati allo scalo di Malpensa.

La comunicazione sarebbe stata firmata da sedicenti "combattenti dello Stato Maschile", denominazione associata a un gruppo estremista russo noto per posizioni misogine e omofobe. La provenienza effettiva delle minacce resta da accertare. La polizia postale e la polizia di frontiera aerea stanno ricostruendo le modalità di invio delle email e verificando eventuali collegamenti con episodi analoghi registrati nei giorni precedenti.

Uno degli interventi più complessi ha riguardato un Airbus A320 della compagnia Aer Lingus, decollato da Dublino alle 6.25 e diretto a Roma. Mentre attraversava lo spazio aereo francese, il velivolo ha cambiato direzione nella zona dell'Essonne, a sud di Parigi, ed è stato successivamente indirizzato verso la base militare di Évreux, in Normandia.

Durante le manovre il comandante ha trasmesso il codice di emergenza Squawk 7700. L'aereo ha effettuato diversi circuiti prima di raggiungere la destinazione indicata dalle autorità francesi. Due caccia militari sono intervenuti per accompagnarlo fino all'atterraggio. I 151 passeggeri sono scesi dal velivolo in sicurezza, consentendo l'avvio delle ispezioni.

La gestione dell'emergenza è ora oggetto di un'inchiesta aperta dal procuratore francese Rémi Coutin. Secondo quanto riferito dal magistrato, il pilota avrebbe inizialmente manifestato la volontà di raggiungere un aeroporto civile, anziché una struttura militare. Il comandante sarà ascoltato in audizione libera e soltanto in seguito verrà valutata l'eventuale adozione di ulteriori provvedimenti nei suoi confronti.

A Roma Fiumicino, invece, è arrivato regolarmente intorno alle 9.30 il volo Finnair proveniente da Helsinki. L'aereo è stato accompagnato nella fase di avvicinamento da caccia dell'Aeronautica militare italiana, mobilitati dopo una segnalazione anonima. Una volta a terra, gli artificieri della polizia hanno effettuato i controlli previsti dai protocolli di sicurezza.

Le verifiche sul collegamento Helsinki-Roma non hanno individuato alcun ordigno. Stiina Tuunanen, responsabile della comunicazione di Finnair, ha confermato all'emittente finlandese Yle che l'allarme era infondato. Secondo le informazioni raccolte nell'ambiente aeroportuale, le operazioni non hanno compromesso il normale funzionamento dello scalo romano.

Un'altra deviazione ha interessato il volo Wizz Air W4 6387, partito da Milano Malpensa alle 7 e diretto a Varsavia. L'Airbus A321 è stato fatto atterrare a Vienna dopo che, durante il viaggio, era arrivata una minaccia relativa alla possibile presenza di una bomba. La compagnia ungherese ha spiegato che la decisione è stata adottata nel rispetto delle procedure di emergenza, con l'obiettivo di tutelare passeggeri ed equipaggio.

Le segnalazioni hanno coinvolto anche un secondo collegamento Wizz Air partito da Malpensa e diretto a Bucarest. L'aereo, con 182 passeggeri, ha raggiunto l'aeroporto internazionale Henri Coanda alle 11.09. Subito dopo l'arrivo, le autorità romene hanno mobilitato le forze di sicurezza e attivato l'Unità di crisi per gestire gli accertamenti.

All'aeroporto milanese di Malpensa sono stati sottoposti a verifiche altri due velivoli, entrambi arrivati senza deviazioni. Il primo è il volo Aegean Airlines A3552 proveniente da Salonicco, atterrato alle 9.33. Il secondo è il Ryanair FR8953 decollato da Porto, giunto alle 10.22. Gli artificieri della polizia aeroportuale hanno effettuato le ispezioni degli aerei e i controlli necessari su passeggeri e personale.

Un episodio distinto si è verificato sul collegamento Ryanair tra Pescara e Charleroi, in Belgio. Alle 13.13 è scattata una procedura di sicurezza dopo il ritrovamento della parola "Bomba" scritta nei servizi igienici dell'aeromobile. Le autorità aeroportuali belghe hanno disposto lo sbarco graduale dei viaggiatori, sottoponendoli a controlli individuali con l'impiego di unità cinofile antiesplosivo.

Le verifiche hanno riguardato anche tutti i bagagli trasportati sull'aereo. Al termine delle ispezioni non sono stati individuati elementi di pericolo e l'allarme è risultato infondato.

La giornata ha visto segnalazioni anche su altri collegamenti internazionali. Tra quelli interessati figurano un volo da Varsavia a Bruxelles, per il quale l'allerta è successivamente rientrata, due collegamenti verso Copenaghen e tre diretti in Bulgaria. Ulteriori comunicazioni hanno riguardato quattro aerei destinati a Praga.

La polizia della Repubblica Ceca ha valutato come bassa la credibilità delle minacce ricevute, decidendo comunque di applicare le misure precauzionali previste. Le autorità hanno precisato di voler garantire la sicurezza senza provocare interruzioni evitabili nelle attività aeroportuali e negli spostamenti dei passeggeri.

Gli episodi del 5 novembre si aggiungono a una serie di allarmi registrati nel corso della settimana, complessivamente una decina, che si sono rivelati falsi. Quattro segnalazioni precedenti avevano coinvolto voli Ryanair sulle rotte Manchester-Murcia, Lisbona-Roma, Dublino-Roma e Dublino-Sofia. Anche per due collegamenti diretti nella Capitale erano state inviate email in italiano che annunciavano la presenza di esplosivi.

La possibile ripetizione dello stesso metodo di comunicazione rappresenta uno degli aspetti esaminati dagli investigatori. Resta da chiarire se le minacce arrivate nei diversi Paesi abbiano un'origine comune oppure siano opera di soggetti distinti. Gli accertamenti proseguono per individuare i responsabili delle segnalazioni e ricostruire l'eventuale organizzazione dietro la successione degli allarmi.

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