Insulti social a Liliana Segre, due patteggiamenti e altri 11 imputati verso il rito abbreviato
A Milano arrivano due patteggiamenti per gli insulti rivolti sui social alla senatrice Liliana Segre. Il procedimento coinvolge decine di imputati e proseguirà con un rito abbreviato e la valutazione di due richieste di messa alla prova.
Due persone accusate di aver pubblicato messaggi offensivi contro la senatrice a vita Liliana Segre hanno patteggiato davanti al giudice dell'udienza preliminare di Milano. Le pene concordate sono differenti: per uno degli imputati quattro mesi di reclusione, per l'altro una sanzione pecuniaria di mille euro. Entrambi rispondevano di diffamazione, mentre al primo è stata contestata anche l'aggravante dell'odio razziale.
Il gup Luigi Iannelli ha accolto le richieste nell'ambito di un procedimento che comprende complessivamente 32 posizioni, legate agli attacchi e agli insulti pubblicati ripetutamente sui social network contro la senatrice. L'udienza ha portato anche a una ridefinizione della competenza territoriale per numerosi imputati.
Il giudice ha infatti disposto lo stralcio di circa metà delle posizioni esaminate, inviando gli atti alle autorità giudiziarie competenti in diverse città italiane. Tra gli uffici destinatari figurano quelli di Roma, Napoli, Pordenone e Macerata. I relativi procedimenti proseguiranno quindi nelle rispettive sedi giudiziarie.
Per altri undici imputati è previsto l'avvio del processo con rito abbreviato il 9 febbraio. Due giovani hanno invece presentato domanda di messa alla prova, una procedura che permette, quando ne ricorrono i requisiti, di affrontare un percorso alternativo al processo ordinario.
Per valutare queste ultime richieste, il magistrato ha incaricato l'Ufficio di esecuzione penale esterna (Uepe) di predisporre i programmi individuali. La decisione sulle due istanze è fissata per il 23 febbraio.
Le nuove definizioni giudiziarie si aggiungono a una precedente condanna pronunciata a Milano nel mese di luglio. In quell'occasione un uomo, processato con rito abbreviato per gli insulti alla senatrice, aveva ricevuto una pena di quattro mesi di reclusione, con il beneficio della sospensione condizionale.
La stessa sentenza aveva previsto anche un risarcimento di 1.500 euro in favore di Liliana Segre. Attraverso il proprio avvocato, Vincenzo Saponara, la senatrice aveva comunicato l'intenzione di destinare quella somma a iniziative benefiche.
La vicenda giudiziaria riguarda una serie di messaggi diffamatori diffusi sulle piattaforme social e attribuiti a persone residenti in differenti parti d'Italia. Dopo i primi patteggiamenti e la condanna già pronunciata, restano da definire le altre posizioni, tra procedimenti trasferiti per competenza, richieste di messa alla prova e giudizi con rito abbreviato.
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