Pizza con ananas rifiutata a Brisbane, chef italiano perde il lavoro e la causa
Il rifiuto di preparare pizze con prosciutto e ananas per un evento da oltre 15mila dollari australiani è costato il posto a uno chef italiano a Brisbane. Il suo ricorso è stato respinto per ritardo, con ripercussioni anche sul visto.
Una controversia nata nella cucina di un ristorante di Brisbane ha avuto conseguenze professionali e personali per Davide Tamburella, cuoco italiano licenziato il 20 maggio 2026 dal locale La Costa. Lo chef aveva rifiutato di preparare pizze con prosciutto e ananas, sostenendo che quella combinazione fosse contraria alla propria cultura gastronomica. La vicenda è arrivata davanti alla Fair Work Commission australiana, che ha respinto il suo ricorso senza pronunciarsi sulla legittimità del licenziamento.
La decisione, resa pubblica il 3 novembre, riguarda soprattutto il mancato rispetto dei termini previsti per contestare la cessazione del rapporto di lavoro. Tamburella aveva presentato la domanda oltre la scadenza stabilita dalla normativa australiana e non sono state riconosciute circostanze eccezionali tali da giustificare il ritardo. La Commissione non ha quindi stabilito se il comportamento dello chef costituisse un motivo sufficiente per interrompere il contratto.
Secondo la ricostruzione pubblicata dal quotidiano britannico The Guardian, uno degli episodi decisivi si era verificato durante l'organizzazione di una festa privata dal valore superiore ai 15mila dollari australiani. Il cliente aveva chiesto espressamente alcune pizze con prosciutto e ananas, ma Tamburella si era opposto alla preparazione nonostante le indicazioni ricevute dalla direzione.
Il responsabile del ristorante, Elliot Ingram, riteneva necessario soddisfare la richiesta del cliente. Lo chef aveva invece spiegato che, per lui, aggiungere ananas alla pizza rappresentava un'offesa alla tradizione italiana. Durante il confronto con i superiori aveva sostenuto che un ordine aziendale non dovesse essere eseguito quando risultava offensivo per la propria cultura.
La questione non era nuova nei rapporti tra il cuoco e il locale. Dalla documentazione esaminata dalla Fair Work Commission risulta che Tamburella aveva rifiutato per tre volte nell'arco di quattro anni di utilizzare l'ananas come ingrediente per la pizza. In una precedente occasione aveva anche invitato il datore di lavoro ad approfondire il significato che questa scelta gastronomica assume per molti italiani.
Il licenziamento, tuttavia, non era stato motivato esclusivamente dal contrasto sulla preparazione delle pizze. La direzione aveva sollevato ulteriori contestazioni riguardanti il linguaggio utilizzato dal dipendente, le modalità di comunicazione con i colleghi e alcune situazioni di tensione durante il servizio. Questi problemi erano stati affrontati in un incontro con lo chef nelle settimane precedenti alla conclusione del rapporto lavorativo.
Negli atti compare anche un episodio avvenuto ad aprile, quando Tamburella si era procurato alcune fratture alla mano destra colpendo una ringhiera metallica. Il cuoco aveva sostenuto che l'infortunio avesse contribuito alla decisione di licenziarlo, contestando il comportamento dell'azienda. La Commissione, avendo respinto la domanda per ragioni procedurali, non ha accertato se le motivazioni addotte dalle parti fossero fondate.
La perdita dell'impiego ha inciso anche sul progetto dello chef di stabilirsi definitivamente in Australia. Tamburella aveva intrapreso da oltre tre anni un percorso per ottenere la residenza permanente attraverso un visto per lavoratori qualificati, sostenuto dalla sponsorizzazione del datore di lavoro. Con la fine del rapporto professionale è venuto meno anche il sostegno aziendale necessario a proseguire quella procedura.
Ingram ha spiegato di aver atteso, nei limiti consentiti dalla legge, prima di comunicare alle autorità la cessazione dell'impiego, nella speranza che la richiesta di visto potesse essere approvata. L'esito non è arrivato in tempo e lo chef si è trovato nella condizione di dover ricominciare il percorso amministrativo.
Interpellato dal Daily Mail, l'amministratore del ristorante ha precisato che la vicenda comprendeva diversi aspetti relativi al comportamento professionale del dipendente e non soltanto la scelta degli ingredienti. Ingram ha riconosciuto che la pizza con l'ananas non rientra tra le sue preferenze personali, ma ha spiegato che nella gestione di un'attività di ristorazione occorre anche tenere conto delle richieste della clientela.
La storia presenta una particolarità geografica. Brisbane si trova nel Queensland, lo Stato australiano maggiormente legato alla coltivazione commerciale dell'ananas. Proprio sulla Sunshine Coast sorge il Big Pineapple, una struttura alta circa 16 metri che riproduce il frutto tropicale ed è diventata un'attrazione turistica della regione.
Nel frattempo, anche il ristorante La Costa ha concluso la propria attività. Il locale, che proponeva un'esperienza ispirata alla cucina e all'atmosfera della Riviera italiana, ha chiuso a luglio dopo la scadenza del contratto d'affitto. La proprietà ha richiamato anche gli elevati costi di gestione dell'attività a Fortitude Valley, il quartiere di Brisbane in cui si trovava il ristorante.
Tamburella ha comunque proseguito la carriera nella ristorazione australiana. Dal suo profilo LinkedIn risulta che lavora ora in un altro ristorante italiano di Brisbane. Nel menu del nuovo locale non figura la pizza con l'ananas, l'ingrediente che aveva contribuito alla controversia con il precedente datore di lavoro.
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