Garlasco, verifiche sui test del Ris e sui soldi della famiglia Sempio: due indagini a Pavia
Nel caso Garlasco la Procura di Pavia approfondisce due piste distinte, dai possibili accordi per favorire Andrea Sempio alle anomalie negli esami del Ris del 2007. Gli accertamenti potrebbero incidere anche sulla posizione di Alberto Stasi.
La Procura di Pavia sta ricostruendo alcuni passaggi delle indagini sull'omicidio di Chiara Poggi attraverso due procedimenti distinti. Il primo riguarda il sospetto che qualcuno abbia ricevuto o richiesto denaro per agevolare Andrea Sempio nel 2017, quando la sua posizione venne archiviata. Il secondo punta a chiarire possibili irregolarità negli accertamenti scientifici svolti quasi vent'anni fa, con particolare attenzione agli elementi che contribuirono alla condanna di Alberto Stasi.
Le verifiche sono coordinate dal procuratore Fabio Napoleone e dal procuratore aggiunto Stefano Civardi, con il supporto dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano. Gli investigatori stanno esaminando documenti, risultati di laboratorio e dichiarazioni raccolte nel tempo, cercando di stabilire se alcune informazioni siano state omesse, interpretate erroneamente oppure escluse dagli atti processuali.
Uno degli aspetti più significativi riguarda le analisi genetiche effettuate nel settembre 2007 sui pedali della bicicletta di Stasi. Il 20 settembre, quattro giorni prima del fermo dell'allora studente della Bocconi, furono eseguiti due controlli che restituirono risultati negativi rispetto al profilo genetico precedentemente attribuito a Chiara Poggi. Di questi esiti, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, non sarebbe rimasta traccia nel fascicolo utilizzato durante il procedimento giudiziario.
La documentazione recuperata comprende anche un appunto conservato nel materiale originale del Ris, dal quale risulterebbe un ulteriore test negativo sulla presenza di sangue nel campione esaminato. Gli accertamenti cercano di chiarire perché tale risultato non sia stato riportato negli atti e quale ruolo abbia avuto il capitano Alberto Marino nella gestione delle analisi.
Le anomalie individuate non si limitano a questi controlli. Gli investigatori stanno valutando anche la mancata acquisizione processuale di alcune analisi relative a un diverso profilo genetico maschile individuato sui pedali. Un'altra ipotesi riguarda un possibile scambio tra i campioni prelevati dalla bicicletta e quelli esaminati sul cucchiaino utilizzato per la colazione della vittima, che aveva 26 anni.
Tra i documenti recuperati compare inoltre una valutazione di carattere psicologico relativa ad Alberto Stasi che, secondo quanto ricostruito, sarebbe stata effettuata senza l'autorizzazione della pubblico ministero di Vigevano Rosa Muscio. Si tratta di elementi sui quali gli inquirenti intendono approfondire responsabilità e circostanze, senza che le ipotesi formulate equivalgano a violazioni già accertate.
Gli approfondimenti coinvolgono l'attività del Reparto investigazioni scientifiche, all'epoca diretto da Luciano Garofano. La Procura sta valutando possibili ipotesi di falso e depistaggio, esaminando anche le dichiarazioni recentemente rese dagli ex investigatori per verificare eventuali incongruenze con la documentazione disponibile.
Il riesame del materiale scientifico potrebbe avere conseguenze anche per Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l'omicidio di Chiara Poggi. La sua difesa valuta la possibilità di chiedere la revisione della sentenza, ma l'eventuale apertura di un nuovo giudizio dipenderà dai presupposti previsti dalla legge e dalla rilevanza degli elementi acquisiti.
L'altro procedimento riguarda invece il denaro movimentato dalla famiglia Sempio all'epoca delle indagini del 2017. Gli accertamenti si concentrano su operazioni in contanti per circa 45mila euro, che i familiari hanno spiegato nei verbali come somme destinate al pagamento degli avvocati.
Dopo l'archiviazione della posizione dell'ex procuratore di Pavia Mario Venditti, il giudice per le indagini preliminari di Brescia ha indicato due possibili ricostruzioni ancora da approfondire. La prima riguarda un eventuale accordo illecito sviluppatosi nell'ambito della polizia giudiziaria. La seconda contempla la possibilità che qualcuno abbia vantato capacità di intervento inesistenti, ottenendo denaro dalla famiglia Sempio attraverso un millantato credito.
Gli atti trasmessi da Brescia a Pavia circa un mese e mezzo fa hanno così aperto ulteriori verifiche. Tra le posizioni esaminate figura quella di Giuseppe Sempio, padre di Andrea, insieme a quelle di alcuni professionisti che in passato hanno assistito il figlio e di quattro carabinieri. Tra i nomi compaiono l'avvocato Massimo Lovati e i militari Giuseppe Spoto e Silvio Sapone.
Per Andrea Sempio, la difesa ha chiesto informazioni sull'eventuale iscrizione nel registro degli indagati nell'ambito di questo specifico filone. La Procura ha risposto che non risultavano iscrizioni suscettibili di comunicazione, una formulazione che non consente di stabilire pubblicamente se esistano ulteriori annotazioni coperte dalle regole sul segreto investigativo.
Resta da definire anche l'eventuale qualificazione giuridica dei fatti. Gli investigatori stanno valutando se le condotte ipotizzate possano rientrare nella corruzione oppure nell'induzione indebita a dare o promettere utilità, fattispecie distinta dalla concussione.
Per ricostruire quanto accadde nel 2017, i magistrati stanno esaminando intercettazioni che sarebbero state trascritte solo parzialmente, contatti ritenuti irrituali tra alcuni appartenenti alla polizia giudiziaria e Andrea Sempio e possibili omissioni nella documentazione dei tabulati telefonici.
Tra le conversazioni acquisite figura una telefonata nella quale Sempio raccontava di essere stato contattato da una persona che si era presentata come appartenente alle forze dell'ordine e che desiderava parlargli del caso. L'uomo aveva descritto quel contatto come insolito, lasciando intendere di non averne compreso chiaramente la natura.
Un'altra intercettazione, risalente al novembre 2025, riguarda i possibili rapporti tra il suo ex difensore Soldani e il carabiniere Silvio Sapone. Sempio manifestava il timore che il legale potesse aver avuto contatti ulteriori rispetto a quelli di cui era a conoscenza e che potesse aver ottenuto documenti relativi all'indagine.
Le conversazioni costituiscono materiale da interpretare insieme agli altri elementi raccolti. L'obiettivo degli accertamenti è distinguere eventuali comportamenti penalmente rilevanti da rapporti o circostanze che, pur apparendo anomali, potrebbero trovare spiegazioni diverse.
Le due indagini procedono quindi su questioni differenti ma legate alla stessa vicenda giudiziaria. Da un lato si cerca di chiarire se l'archiviazione di Sempio nel 2017 sia stata accompagnata da interventi illeciti; dall'altro si esamina il lavoro scientifico svolto dopo l'omicidio del 2007, per accertare se omissioni o irregolarità abbiano inciso sulla ricostruzione probatoria utilizzata contro Stasi. Per entrambe le piste restano necessari ulteriori riscontri prima di poter attribuire responsabilità individuali.
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