Garlasco, revisione per Alberto Stasi: tre strade per i giudici e prime decisioni nel 2027

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La richiesta di revisione della condanna di Alberto Stasi potrebbe arrivare a Brescia a metà novembre. Il primo esame dei giudici è atteso nei mesi successivi, mentre le indagini su Andrea Sempio potrebbero incidere sulla valutazione delle prove.

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La Corte d'appello di Brescia potrebbe pronunciarsi nei primi mesi del 2027 sulla richiesta di revisione della condanna definitiva di Alberto Stasi per l'omicidio di Chiara Poggi. L'ipotesi dipende dal deposito dell'istanza, che gli avvocati dell'ex fidanzato della vittima starebbero preparando per la metà di novembre. Da quel momento potrebbe trascorrere un periodo di tre o quattro mesi prima della prima decisione dei giudici.

La difesa punta a ottenere un nuovo esame della vicenda giudiziaria attraverso elementi che ritiene capaci di mettere in discussione la sentenza definitiva. Un ruolo potrebbe essere svolto dagli accertamenti della Procura di Pavia su Andrea Sempio, per il quale i magistrati hanno chiesto il rinvio a giudizio nell'ambito delle nuove indagini sull'omicidio avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007.

Il primo ostacolo sarà rappresentato dall'ammissibilità della revisione. La Corte bresciana dovrà stabilire se la domanda possieda i requisiti necessari per avviare un nuovo giudizio. Non si tratterà ancora di decidere se Stasi sia innocente o colpevole, ma di valutare se gli elementi presentati giustifichino la riapertura del procedimento.

Per questa fase iniziale esistono tre possibili sviluppi. I giudici potrebbero dichiarare inammissibile la richiesta direttamente sulla base della documentazione depositata, senza fissare alcuna udienza. Una situazione già verificatasi in passato con una precedente iniziativa giudiziaria dello stesso Stasi.

La seconda possibilità è che la Corte disponga un'udienza pubblica per esaminare la domanda e ascoltare le posizioni delle parti. La terza prevede invece una trattazione in camera di consiglio, sempre finalizzata a verificare la possibilità di procedere con la revisione. La Procura generale parteciperà al procedimento secondo le modalità previste dalla legge.

Un riferimento per valutare le tempistiche arriva dalla vicenda giudiziaria della strage di Erba. In quel caso la domanda di revisione fu presentata nel dicembre 2023 e la Corte d'appello di Brescia fissò una prima udienza per il primo marzo 2024. Il precedente offre un'indicazione sui possibili intervalli tra deposito e trattazione, senza rappresentare una scadenza vincolante per il caso Stasi.

La questione più delicata riguarda il rapporto tra i due procedimenti giudiziari legati all'omicidio di Chiara Poggi. A Pavia i magistrati hanno sviluppato una nuova indagine sulla posizione di Andrea Sempio, mentre a Brescia potrebbe essere chiesto di riesaminare la condanna di Stasi. Le due vicende seguono percorsi autonomi, ma alcuni degli accertamenti potrebbero avere rilievo in entrambe.

Gli elementi raccolti nell'inchiesta pavese potrebbero infatti essere utilizzati dalla difesa per sostenere la richiesta di revisione. Spetterà ai giudici valutare la loro effettiva novità, attendibilità e capacità di incidere sulla ricostruzione dei fatti alla base della condanna definitiva. La richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Sempio non comporta automaticamente una modifica della posizione giudiziaria di Stasi.

Se la domanda supererà il primo esame, la Corte entrerà nella fase di merito. A quel punto le parti potranno chiedere nuove acquisizioni probatorie, indicare testimoni e discutere gli accertamenti ritenuti rilevanti. Il procedimento assumerà così le caratteristiche di un nuovo giudizio, destinato a verificare se esistano i presupposti per revocare la precedente sentenza.

L'esito potrà essere favorevole alla difesa, con la revoca della condanna e il proscioglimento di Stasi, oppure confermare il precedente verdetto. Se invece l'istanza sarà dichiarata inammissibile, non si aprirà il giudizio di merito, ferma restando la possibilità di impugnare la decisione nei modi previsti dalla legge.

Anche la sentenza pronunciata al termine del giudizio di revisione potrà essere contestata davanti alla Corte di Cassazione. Per conoscere l'effettivo sviluppo della vicenda bisognerà quindi attendere il deposito dell'istanza e le successive determinazioni della Corte d'appello di Brescia. La prima decisione, qualora arrivasse all'inizio del 2027, riguarderebbe soprattutto la possibilità di riaprire il processo, non necessariamente il suo esito definitivo.

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