Roma, due ore per entrare a Old Trafford e un tifoso fermato durante un malore
Due ore tra corteo e ingresso allo stadio, controlli contestati e tensioni con la polizia inglese. I tifosi della Roma raccontano le difficoltà vissute a Manchester e l'intervento degli agenti su un sostenitore colto da malore.
La trasferta della Roma a Manchester, martedì 3 novembre, è stata accompagnata da tensioni tra i sostenitori giallorossi e la polizia inglese. Alcuni tifosi presenti a Old Trafford hanno denunciato controlli particolarmente rigidi, lunghe attese agli ingressi e un intervento degli agenti nei confronti di un ragazzo che, secondo le testimonianze, aveva accusato un malore al termine della partita.
Due sostenitori hanno raccontato all'Adnkronos le difficoltà incontrate durante la serata di Champions League, conclusa con la sconfitta per 3-2 della squadra allenata da Gian Piero Gasperini contro il Manchester United. Una partita che aveva visto la Roma portarsi sul doppio vantaggio prima di subire la rimonta degli inglesi.
Uno degli episodi più delicati si sarebbe verificato durante l'uscita dallo stadio. Secondo i testimoni, un giovane tifoso giallorosso si è sentito male mentre il pubblico lasciava gli spalti. Gli agenti, interpretando inizialmente il suo comportamento come un possibile tentativo di provocare disordini, lo avrebbero immobilizzato a terra e ammanettato.
Gli amici del ragazzo avrebbero cercato di spiegare la situazione, chiedendo l'intervento di personale sanitario anziché della polizia. «No police, doctors», avrebbero gridato agli agenti, mentre numerosi poliziotti raggiungevano il settore occupato dai sostenitori romanisti. La ricostruzione arriva dai presenti e non chiarisce quali valutazioni abbiano determinato l'intervento delle forze dell'ordine.
Le difficoltà, tuttavia, erano cominciate molto prima del fischio iniziale. Il gruppo di tifosi della Roma si era radunato al Sinclairs Oyster Bar, nel centro di Manchester, a breve distanza dalla cattedrale. Da lì era partito il corteo diretto verso Old Trafford, con numerosi sostenitori che attraversavano le strade cittadine indossando i colori giallorossi.
Durante il percorso, secondo quanto riferito dai partecipanti, la polizia avrebbe imposto ripetute soste, rallentando l'avanzamento del gruppo. Per raggiungere lo stadio sarebbe stata necessaria circa un'ora, alla quale se ne sarebbe aggiunta un'altra per superare i controlli e accedere agli spalti.
Un problema segnalato dai tifosi riguardava l'organizzazione degli ingressi. Il settore riservato agli ospiti, stando alle testimonianze, condivideva un varco con una parte del pubblico di casa. L'accesso alternato dei due gruppi avrebbe prodotto rallentamenti e momenti di forte affollamento, con persone costrette ad attendere in spazi molto stretti.
«Eravamo schiacciati come sardine», hanno raccontato i sostenitori all'Adnkronos, riferendo anche del malore accusato da una ragazza durante la fila. Le criticità nella gestione degli spostamenti, secondo il loro racconto, si sarebbero ripresentate dopo la conclusione dell'incontro.
I due tifosi hanno descritto come ostile l'atteggiamento degli agenti per tutta la durata della trasferta. «Ci hanno trattato da cani», hanno dichiarato, sostenendo di aver avuto l'impressione che la polizia cercasse un motivo per procedere con gli arresti.
Le testimonianze descrivono dunque una serata segnata non soltanto dal risultato sportivo, ma anche dai problemi di accesso e deflusso a Old Trafford. Restano da chiarire le circostanze precise dell'intervento sul sostenitore colto da malore e le ragioni delle misure adottate dalla polizia inglese.
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