Kimi Antonelli campione del mondo, papà Marco spiega la paghetta e ricorda il primo kart
Kimi Antonelli ha conquistato il Mondiale di Formula 1 a vent'anni, ma in famiglia continua a rispettare un budget mensile. Papà Marco racconta perché la paghetta resta una regola anche dopo il titolo e ripercorre gli anni trascorsi sui kart.
Un limite mensile alle spese, nonostante il titolo mondiale appena conquistato e una carriera già avviata ai massimi livelli della Formula 1. Marco Antonelli, padre del ventenne Kimi, racconta le regole economiche che continua a condividere con il figlio, diventato in Messico il più giovane campione del mondo nella storia della categoria. Una scelta educativa che, spiega, serve a prepararlo anche alla vita dopo le corse.
Intervistato dall'Adnkronos a Tatuí, nello Stato brasiliano di San Paolo, Marco Antonelli chiarisce anzitutto un equivoco circolato dopo la vittoria. Secondo il padre, le cifre attribuite ai guadagni del giovane pilota sono esagerate e la paghetta non significa che la famiglia amministri liberamente il suo patrimonio. Kimi dispone dei propri soldi, ma ha concordato con i genitori una somma da utilizzare ogni mese.
Il principio è abituarlo a distinguere le possibilità economiche dalle necessità quotidiane. Marco continua a sostenere personalmente le spese del figlio quando sono insieme, perché considera naturale che sia il genitore a pagare. Il budget serve invece a insegnare al ragazzo a programmare gli acquisti e a non sviluppare abitudini costose con l'aumentare dei guadagni.
Il padre pensa soprattutto al futuro. Nel mondo dello sport professionistico non mancano esempi di atleti che, terminata la carriera, hanno incontrato difficoltà finanziarie. Per questo ritiene utile che Kimi impari fin da giovane a risparmiare. L'accordo tiene conto dei suoi vent'anni, dei continui viaggi e delle esigenze personali, senza impedirgli di utilizzare il denaro che gli appartiene.
Dietro questa impostazione c'è un metodo educativo applicato anche durante la crescita sportiva. Marco Antonelli ha sempre insistito sull'importanza della scuola, chiedendo al figlio di proseguire gli studi anche quando gli impegni agonistici lo portavano lontano da casa. I libri lo accompagnavano persino nel paddock. Per il padre, rispettare gli obblighi scolastici significava imparare la disciplina necessaria anche per affrontare una carriera da pilota.
La passione di Kimi per i motori, del resto, si era manifestata molto presto. Marco ricorda un episodio del 2007, quando il bambino aveva appena un anno. Durante un evento sul circuito di Sarno lo fece salire su un kart, tenendolo in braccio mentre percorrevano la pista. Al termine del giro, quando la madre cercò di farlo scendere, il piccolo iniziò a piangere perché voleva continuare a stare al volante.
Due anni dopo arrivò un'altra esperienza significativa. Per le vacanze natalizie del 2009, Marco portò a casa un simulatore utilizzato dalla sua squadra. Padre e figlio trascorrevano del tempo insieme davanti allo schermo: l'adulto azionava l'acceleratore, mentre Kimi si occupava dello sterzo e dei cambi di marcia. Un gioco familiare che contribuì ad alimentare una passione già evidente.
Il passaggio decisivo verso il professionismo arrivò quando la Mercedes iniziò a interessarsi al giovane talento. Alcuni rappresentanti della scuderia lo osservarono durante una gara ad Adria. Al termine della competizione, Toto Wolff e il responsabile dell'Academy parlarono con Marco, manifestando la volontà di seguirne la crescita.
La famiglia spiegò subito di non avere le risorse necessarie per sostenere autonomamente il percorso nelle categorie superiori ai kart. La Mercedes assicurò che, se Kimi avesse mantenuto quel livello di rendimento, avrebbe potuto accompagnarlo nelle successive tappe della carriera. La promessa si trasformò poi in un impegno concreto, proseguito anche nei periodi meno favorevoli.
L'esordio in Formula 1, nel 2025, non fu privo di difficoltà. Una parte dei tifosi Mercedes aveva criticato la decisione di affidare un sedile a un pilota così giovane dopo l'addio di Lewis Hamilton. Marco ricorda soprattutto quanto rapidamente fossero arrivati i giudizi negativi, nonostante i risultati ottenuti dal figlio nei primi mesi nella massima categoria.
Il padre, però, non aveva perso fiducia. Nei momenti complicati invitava Kimi a concentrarsi sul lavoro, senza lasciarsi condizionare dalle critiche. La svolta è arrivata con l'esperienza accumulata durante le gare, una maggiore conoscenza degli avversari e risultati capaci di rafforzarne progressivamente la sicurezza.
La conquista del Mondiale nel Gran Premio del Messico ha riportato alla memoria anni di trasferte, sacrifici e rinunce. Marco pensa alle giornate trascorse sui circuiti, al tempo sottratto alla propria attività professionale e soprattutto alla famiglia, compresa la figlia Maggie. Ripercorrendo quel cammino, considera ripagati gli sforzi affrontati insieme.
Un ruolo fondamentale viene riconosciuto anche a Toto Wolff. Dopo la gara messicana è circolata un'immagine nella quale il padre di Kimi e il responsabile Mercedes si indicano reciprocamente. Marco racconta con ironia che stavano cercando a chi attribuire la responsabilità del successo. Al di là della battuta, riconosce alla squadra il merito di avere investito sul ragazzo e di avergli mantenuto la fiducia anche durante le difficoltà.
I festeggiamenti per il titolo, intanto, sono stati piuttosto contenuti. Domenica sera la famiglia ha trascorso alcune ore con la squadra, senza prolungare troppo la serata. Il giorno successivo Kimi aveva già altri impegni di lavoro e il gruppo si è poi trasferito in Brasile per preparare il Gran Premio in programma domenica. Una celebrazione più ampia è prevista al ritorno in Italia.
Durante la permanenza brasiliana gli Antonelli hanno vissuto anche un momento particolarmente significativo, visitando la fattoria della famiglia Senna. Kimi è cresciuto ammirando Ayrton Senna e ha scelto di correre con il numero 12, legato al campione brasiliano. Nonostante il diritto di utilizzare il numero 1 riservato al campione del mondo, ha già annunciato di voler conservare quello attuale.
Per Marco Antonelli la portata del risultato sta diventando più chiara soltanto con il passare dei giorni. Le reazioni degli appassionati, l'attenzione dei mezzi di informazione e i messaggi ricevuti aiutano la famiglia a comprendere il valore sportivo dell'impresa. Nella vita quotidiana, però, restano le abitudini costruite negli anni, compreso quell'accordo sulle spese che il nuovo campione del mondo continua a rispettare.
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