Garlasco, la difesa di Sempio punta alla Consulta prima del confronto sulle prove
La richiesta di processo per Andrea Sempio apre una nuova fase del caso Garlasco. I suoi avvocati puntano a fermare l'udienza preliminare, sollevando il nodo della condanna definitiva già inflitta ad Alberto Stasi per lo stesso delitto.
Gli avvocati di Andrea Sempio intendono chiedere la sospensione dell'udienza preliminare per l'omicidio di Chiara Poggi, sollevando una questione di legittimità costituzionale. È questa la strategia che Angela Taccia e Liborio Cataliotti preparano dopo la richiesta di rinvio a giudizio presentata dalla Procura di Pavia. L'obiettivo è affrontare una situazione giudiziaria particolare: per il delitto del 13 agosto 2007 esiste già una condanna definitiva a carico di Alberto Stasi, mentre gli inquirenti chiedono ora di processare un'altra persona.
La questione riguarda il possibile contrasto tra decisioni giudiziarie relative allo stesso omicidio. Stasi, all'epoca fidanzato della vittima, sta scontando una pena di 16 anni di reclusione e i suoi difensori preparano un'istanza di revisione. Secondo le indiscrezioni, la richiesta potrebbe essere depositata presso la Corte d'Appello di Brescia intorno alla metà di novembre. La difesa di Sempio vuole evitare che i due percorsi procedano senza aver prima chiarito le conseguenze giuridiche di un eventuale diverso accertamento delle responsabilità.
Angela Taccia ha illustrato la posizione dei legali durante la trasmissione 'Cinque Minuti' su Rai 1. L'avvocata ha parlato del rischio di creare un «mostro giuridico», richiamando la possibilità di arrivare a pronunce incompatibili. La richiesta di investire la Corte costituzionale sarà, ha spiegato, la prima eccezione presentata davanti al giudice dell'udienza preliminare. Spetterà al magistrato valutare se la questione sia rilevante e non manifestamente infondata e, quindi, se sospendere il procedimento per sottoporla alla Consulta.
La prospettiva di un allungamento dei tempi non preoccupa i difensori. Taccia ha chiarito che la priorità consiste nel rispettare le garanzie processuali e affrontare correttamente ogni passaggio previsto dal codice. La prima udienza potrebbe essere fissata nel 2027, anche considerando la quantità di materiale raccolto nell'inchiesta coordinata dal procuratore Fabio Napoleone.
La richiesta di processo avanzata dai magistrati pavesi non ha modificato il quadro delle contestazioni già comunicato alla conclusione delle indagini. Sempio, 38 anni, è accusato di omicidio aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti. Secondo la ricostruzione accusatoria, avrebbe aggredito Chiara Poggi dopo che la giovane aveva respinto un suo approccio sessuale. La Procura richiama inoltre la gravità delle lesioni riportate dalla vittima, comprese almeno dodici ferite al cranio e al volto. Si tratta di ipotesi accusatorie che dovranno essere sottoposte alla valutazione giudiziaria.
Prima di un eventuale dibattimento, il giudice dovrà esaminare gli elementi scientifici e investigativi sui quali si fonda la richiesta di rinvio a giudizio. Tra quelli maggiormente discussi figura l'impronta 33, una traccia palmare individuata sulla scala che conduce alla cantina dell'abitazione di via Pascoli. Gli investigatori la attribuiscono a Sempio, mentre i suoi consulenti contestano la possibilità di identificarne con certezza l'autore. Su questo elemento potrebbe essere disposta una nuova perizia, anche su iniziativa del giudice.
Un altro passaggio riguarda il materiale genetico maschile rilevato sulle unghie di Chiara Poggi. Le valutazioni sul Dna rappresentano uno dei punti sui quali accusa e difesa potrebbero confrontarsi durante l'udienza preliminare, insieme agli altri risultati degli accertamenti effettuati nel corso della nuova indagine.
Nel fascicolo figurano anche la traccia di una scarpa con una particolare conformazione della suola, alcune conversazioni intercettate e le tre telefonate effettuate da Sempio all'abitazione dei Poggi nei giorni precedenti l'omicidio. Gli inquirenti valutano inoltre l'ipotesi che il trentottenne avesse avuto accesso a video intimi della coppia. Per la Procura, determinati soliloqui intercettati avrebbero un significato confessorio, interpretazione che dovrà essere verificata nel confronto processuale.
La difesa respinge la ricostruzione dell'accusa. Taccia sostiene che gli elementi presentati negli ultimi mesi dai legali siano incompatibili con la responsabilità di Sempio e ricorda che spetta alla Procura dimostrare la fondatezza delle contestazioni. La richiesta di rinvio a giudizio, ha aggiunto, era attesa sia nei tempi sia nel contenuto, poiché riprende le aggravanti e le accuse già formulate alla chiusura delle indagini.
Oltre alla questione costituzionale, gli avvocati dovranno valutare quale percorso processuale scegliere qualora il procedimento proseguisse. Una possibilità è il rito abbreviato, accessibile in relazione alla disciplina applicabile al delitto del 2007. Questa soluzione consentirebbe di arrivare a una decisione davanti al giudice dell'udienza preliminare, con il beneficio della riduzione di un terzo della pena in caso di condanna.
L'alternativa è il rito ordinario, che porterebbe Sempio davanti alla Corte d'Assise qualora il giudice disponesse il rinvio a giudizio. La scelta dipenderà anche dagli sviluppi dell'udienza preliminare, dall'eventuale accoglimento delle richieste difensive e dagli ulteriori approfondimenti sulle prove.
Attraverso i suoi legali, Sempio ha ribadito di essere pronto ad affrontare questa nuova fase giudiziaria e di confidare nella dimostrazione della propria innocenza. Il prossimo passaggio sarà la fissazione dell'udienza preliminare a Pavia, dove il giudice dovrà affrontare le questioni procedurali e valutare se gli elementi raccolti giustifichino l'apertura di un processo.
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