WhatsApp, ricatto dopo la foto a visualizzazione unica: richiesti fino a 2mila euro
Una foto che si può vedere una sola volta diventa il pretesto per chiedere fino a 2mila euro su WhatsApp. Dopo l'apertura, il mittente minaccia di accusare chi l'ha ricevuta di aver richiesto materiale illecito e pretende denaro.
Una fotografia ricevuta su WhatsApp da un numero sconosciuto può trasformarsi in un tentativo di estorsione. Il sistema sfrutta la funzione che permette di visualizzare un'immagine una sola volta, prima che scompaia dalla conversazione. Chi apre il contenuto rischia di ricevere subito dopo minacce e richieste di denaro, anche per diverse migliaia di euro.
Il meccanismo è stato illustrato anche da Valerio Staffelli, che ha pubblicato un video su Instagram per mettere in guardia gli utenti. Il raggiro punta soprattutto sulla paura di essere accusati di comportamenti illeciti e sulla possibilità che presunte informazioni compromettenti vengano diffuse tra familiari, amici o conoscenti.
Tutto comincia con l'arrivo di un messaggio contenente una foto impostata nella modalità di visualizzazione unica. Il destinatario, non conoscendo il mittente, potrebbe aprirla per curiosità. L'immagine può mostrare materiale sessualmente esplicito o comunque compromettente e, una volta visualizzata, non risulta più accessibile normalmente dalla chat.
È dopo questo passaggio che i truffatori tentano di ottenere denaro. Attraverso una telefonata o un altro messaggio sostengono che il destinatario abbia richiesto volontariamente il materiale ricevuto. Minacciano quindi di raccontare l'accaduto ad altre persone o di accusarlo pubblicamente, prospettando conseguenze per la sua reputazione.
Per interrompere le minacce viene chiesto un bonifico istantaneo tra mille e 2mila euro. La scelta di questo metodo di pagamento risponde alla volontà di incassare rapidamente la somma, mentre la pressione psicologica serve a impedire alla persona coinvolta di riflettere e chiedere aiuto.
Staffelli ha richiamato l'attenzione proprio su questo aspetto della truffa. Il timore di essere associati a contenuti illegali può indurre chi riceve il ricatto a pagare, anche quando non ha mai richiesto le immagini. L'apertura di un messaggio non dimostra infatti che il destinatario abbia sollecitato l'invio del materiale.
La prima precauzione consiste nell'evitare di aprire fotografie inattese provenienti da contatti sconosciuti, soprattutto quando sono disponibili per una sola visualizzazione. In presenza di messaggi sospetti è opportuno non avviare conversazioni con il mittente, utilizzare gli strumenti di segnalazione di WhatsApp e bloccare il numero.
Se l'immagine è già stata aperta e arrivano richieste di denaro, bisogna evitare qualsiasi pagamento. Cedere al ricatto non garantisce che le minacce cessino e può esporre la persona a ulteriori pretese economiche. È preferibile interrompere i contatti senza cancellare gli elementi utili a documentare quanto accaduto.
Occorre quindi conservare i messaggi ricevuti, acquisire screenshot delle minacce, annotare il numero telefonico utilizzato e raccogliere gli eventuali dettagli relativi al pagamento richiesto. Con queste informazioni ci si può rivolgere tempestivamente alla Polizia Postale o alle altre forze dell'ordine per presentare denuncia.
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