Ucraina, la Russia perde terreno a ottobre mentre Zelensky teme nuovi attacchi alle infrastrutture
L'avanzata russa in Ucraina si è fermata a ottobre, con un saldo territoriale negativo e perdite militari elevate secondo le stime ucraine. Zelensky avverte che Mosca starebbe preparando nuovi raid contro energia e trasporti.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha lanciato un nuovo allarme sulle intenzioni militari di Mosca. Secondo le informazioni raccolte dall'intelligence di Kiev, la Russia starebbe organizzando un attacco su larga scala contro le infrastrutture energetiche e logistiche del Paese. L'avvertimento arriva mentre i dati relativi a ottobre 2026 descrivono un arretramento delle forze russe lungo diversi settori del fronte.
Zelensky ritiene che il Cremlino possa sfruttare le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, in programma martedì 3 novembre, per colpire l'Ucraina mentre l'attenzione internazionale è rivolta alla politica americana. Il presidente teme che le difficoltà della difesa aerea ucraina, aggravate dalla disponibilità limitata di missili per i sistemi Patriot, possano ricevere meno attenzione proprio durante una nuova offensiva aerea.
Il quadro militare presenta intanto un cambiamento significativo. Secondo un'analisi dell'Afp basata sulle rilevazioni dell'Institute for the Study of War (Isw), la Russia ha chiuso ottobre con una perdita netta di circa 28 chilometri quadrati di territorio ucraino. Il risultato conferma il rallentamento delle conquiste territoriali russe osservato dall'inizio del 2026.
Le truppe di Mosca sono riuscite ad avanzare soltanto nelle regioni di Sumy e Zaporizhzhia. Negli altri settori hanno invece ceduto terreno, compresa la regione di Donetsk, considerata uno degli obiettivi militari prioritari del Cremlino. Il bilancio negativo riguarda quindi anche un'area sulla quale la Russia continua a concentrare una parte rilevante delle proprie operazioni offensive.
La situazione appare ancora più sfavorevole per Mosca considerando le infiltrazioni russe nelle zone contese, dove i militari non hanno consolidato il controllo delle posizioni raggiunte. Con questo criterio, l'Isw calcola una perdita netta di 76,38 chilometri quadrati nel mese, equivalente a una media giornaliera di 2,46 chilometri quadrati.
Nel dettaglio, le forze russe hanno conquistato dieci insediamenti, distribuiti su una superficie complessiva di 5,86 chilometri quadrati. L'esercito ucraino ha invece riconquistato o liberato dalla presenza di infiltrati russi undici località, per un'estensione totale di 3,24 chilometri quadrati. I dati distinguono il controllo effettivo del territorio dalle operazioni condotte nelle aree ancora contese.
Alle difficoltà sul campo si aggiunge il costo umano delle operazioni militari. Lo Stato Maggiore ucraino sostiene che la Russia abbia perso 54.400 soldati tra morti e feriti gravi durante ottobre, il bilancio mensile più elevato dall'inizio dell'invasione su larga scala del febbraio 2022. Si tratta di cifre diffuse da Kiev, che non possono essere considerate una verifica indipendente delle perdite russe.
L'Institute for the Study of War osserva che, per il quarto mese consecutivo, le perdite russe indicate dalle autorità ucraine superano le 40.000 unità. Il maggiore Robert "Magyar" Brovdi, comandante delle Forze ucraine per i sistemi senza pilota, ha individuato nelle direttrici di Dobropillya, Oleksandrivka e Hulyaipole le aree nelle quali l'esercito di Mosca avrebbe subito i danni maggiori.
Secondo gli analisti americani, il sistema di reclutamento russo non riesce attualmente a compensare il numero di uomini persi durante i combattimenti. Questa difficoltà, insieme ai risultati territoriali limitati, potrebbe contribuire a spiegare la crescente attenzione del Cremlino verso gli attacchi a distanza con missili balistici e droni a reazione, utilizzati per aumentare la pressione sull'Ucraina durante i mesi invernali.
È proprio sul rischio di una nuova campagna di bombardamenti che Zelensky ha concentrato il suo messaggio del 2 novembre. Il presidente ucraino ha dichiarato di disporre di informazioni su preparativi russi per colpire soprattutto le reti energetiche e i collegamenti logistici. La coincidenza con le elezioni americane, secondo Kiev, potrebbe rappresentare un'opportunità per Mosca di agire mentre l'attenzione diplomatica e mediatica si sposta altrove.
Zelensky ha quindi rivolto un appello agli Stati Uniti e alla comunità internazionale affinché aumentino la pressione economica sulla Russia. Il presidente ha chiesto di intervenire con maggiore determinazione sui ricavi ottenuti da Mosca attraverso le esportazioni di petrolio e gas, sostenendo che tali entrate permettono al Cremlino di continuare a finanziare la guerra.
Nel suo intervento, il leader ucraino ha ribadito che gli attacchi contro il Paese non devono produrre vantaggi per Vladimir Putin. A suo giudizio, soltanto una pressione sufficientemente forte sulle risorse economiche russe potrebbe costringere Mosca a interrompere le operazioni militari. Zelensky ha indicato in particolare Washington come uno degli attori in grado di incidere sulle scelte del Cremlino.
La situazione resta dunque caratterizzata da due sviluppi distinti. Sul fronte terrestre, le rilevazioni di ottobre mostrano un bilancio territoriale negativo per l'esercito russo e perdite di personale particolarmente elevate secondo Kiev. Sul piano degli attacchi a distanza, invece, il governo ucraino teme una nuova offensiva contro infrastrutture essenziali, mentre sollecita un maggiore sostegno internazionale alla propria difesa aerea.
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