Elicottero precipitato in Bosnia, oggi a Ciampino il rientro dei quattro militari
Rientrano oggi a Ciampino i quattro militari italiani morti nell'incidente dell'elicottero in Bosnia-Erzegovina. Ad accoglierli sono attesi Giorgia Meloni e Guido Crosetto, mentre proseguono le indagini sulle cause della caduta.
È previsto per oggi, lunedì 2 novembre, intorno alle ore 12, l'arrivo all'aeroporto di Ciampino delle salme dei quattro militari italiani che hanno perso la vita nell'incidente aereo avvenuto il 29 ottobre in Bosnia-Erzegovina. Alla cerimonia di accoglienza dovrebbero partecipare la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro della Difesa Guido Crosetto. I funerali solenni sono attesi per martedì 3 novembre nella basilica di Santa Maria degli Angeli, a Roma.
Le vittime sono i sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi, entrambi appartenenti all'Aviazione dell'Esercito, il tenente Franco Adriano Zecchillo e la sergente Laura Procacci, in servizio nel Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana. I quattro si trovavano a bordo di un elicottero militare CH-47 Chinook impegnato nella missione internazionale Eufor Althea.
Il velivolo è precipitato giovedì 29 ottobre nella zona di Brcko, nel nord della Bosnia-Erzegovina, durante un'attività operativa. A bordo viaggiavano complessivamente 15 persone. Oltre ai quattro militari deceduti, altre undici sono rimaste ferite. Secondo le informazioni diffuse dal ministero della Difesa, nessuno dei feriti risultava in pericolo di vita dopo l'incidente.
Restano da chiarire le circostanze che hanno provocato la caduta dell'elicottero. Il comando Eufor ha disposto un'indagine approfondita per ricostruire la dinamica dell'accaduto, annunciando che ulteriori informazioni saranno comunicate dopo le necessarie verifiche. Anche la Procura militare di Roma, diretta da Marco De Paolis, ha avviato un procedimento conoscitivo, in attesa dei risultati degli accertamenti.
Nei giorni successivi all'incidente, Guido Crosetto ha raggiunto la Bosnia-Erzegovina insieme al capo di Stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, e a un'équipe sanitaria. La visita ha consentito al ministro di rendere omaggio ai militari deceduti e di incontrare i feriti, portando loro e alle rispettive famiglie la solidarietà delle istituzioni italiane.
La presidente del Consiglio aveva già ricordato pubblicamente i quattro militari, citandoli per nome in un messaggio pubblicato sui social. «Simone, Claudio, Franco Adriano, Laura. Quattro vite spezzate mentre servivano l'Italia. Oggi il mio pensiero è per loro e per chi li ama», aveva scritto Giorgia Meloni all'indomani dell'incidente.
La premier aveva inoltre deposto un mazzo di rose al Circo Massimo, a Roma, dove il Villaggio della Difesa, organizzato in occasione delle celebrazioni del 4 novembre, è stato trasformato anche in uno spazio di raccoglimento dedicato ai caduti. Meloni aveva invitato i cittadini a partecipare con un gesto di vicinanza, lasciando un fiore o un pensiero in memoria delle vittime.
«So che nessuna parola può colmare un'assenza così grande. Ma esserci è un dovere», aveva dichiarato la presidente del Consiglio, richiamando la necessità di sostenere le famiglie dei quattro militari e di accompagnare i feriti durante il percorso di recupero. Il messaggio si concludeva con un impegno rivolto ai caduti: «Non vi dimenticheremo».
L'incidente è avvenuto nell'ambito dell'operazione Eufor Althea, la missione militare europea presente in Bosnia-Erzegovina dal 2004. Il contingente internazionale ha assunto le funzioni precedentemente svolte dalla forza di mantenimento della pace della Nato, intervenuta dopo il conflitto combattuto tra il 1992 e il 1995. Alla missione partecipano attualmente diverse centinaia di militari provenienti da 24 Paesi europei.
Mentre le autorità proseguono le verifiche tecniche e giudiziarie, il rientro delle salme segna l'inizio delle commemorazioni ufficiali in Italia. La cerimonia di Ciampino e le esequie previste a Roma rappresentano i momenti istituzionali dedicati all'ultimo saluto ai quattro militari morti durante il servizio all'estero.
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