Caro vita, ortaggi quasi al +31% e bollette della luce in aumento del 60,2%

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La spesa quotidiana pesa sempre di più sui bilanci familiari. A ottobre pomodori, zucchine e altri ortaggi sfiorano il 31% di aumento annuo, mentre luce e gas registrano rialzi ancora maggiori per i clienti del mercato tutelato.

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Le famiglie italiane devono fare i conti con una nuova serie di aumenti che coinvolge alimentari, utenze domestiche, prodotti tecnologici e trasporti. I dati relativi a ottobre 2026 mostrano rincari particolarmente consistenti rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, con alcune categorie merceologiche che hanno registrato prezzi più che raddoppiati. A fotografare la situazione è Assoutenti, che ha esaminato le ultime rilevazioni Istat sull'inflazione.

Le conseguenze più immediate riguardano le spese difficilmente rinviabili, a partire dalla fornitura di energia elettrica e gas. Nel mercato tutelato il prezzo della luce registra un incremento annuo del 60,2%, mentre quello del gas cresce del 56,8%. Anche nel mercato libero gli aumenti risultano elevati, rispettivamente del 32% per l'elettricità e del 35,7% per il gas. Il gasolio utilizzato per il riscaldamento costa invece il 45,6% in più rispetto a ottobre 2025.

Un'altra voce che incide direttamente sul bilancio domestico è quella degli alimentari. Gli aumenti maggiori interessano gli ortaggi a frutto, categoria che comprende pomodori, zucchine, zucche, melanzane, peperoni e cetrioli. Per questi prodotti la crescita dei prezzi sfiora il 31% su base annua, rendendo sensibilmente più costoso l'acquisto di verdure comunemente presenti sulle tavole italiane.

Non va molto meglio per alcuni tipi di frutta. Fragole, mirtilli e altri frutti di bosco registrano un aumento del 29,3%, mentre cavoli, broccoli, cavolfiori, asparagi, cicoria e insalata costano mediamente il 13% in più. I legumi segnano un rincaro dell'11,7%, seguiti da cipolle, carote e aglio con l'11,1%.

Gli incrementi interessano anche altri prodotti di largo consumo. Le uova aumentano del 7,3% rispetto all'anno precedente, le patate del 7,2%, la frutta nel suo complesso del 4,3% e la carne del 4,2%. Percentuali diverse che, sommandosi nel carrello della spesa, contribuiscono a ridurre il potere d'acquisto dei consumatori.

Al di fuori dei supermercati, uno dei dati più significativi riguarda il settore tecnologico. I supporti destinati alla registrazione e alla conservazione di contenuti, tra cui CD e DVD, registrano un incremento del 107,8% in dodici mesi. Si tratta dell'aumento più elevato tra le categorie considerate nell'analisi di Assoutenti.

Anche l'acquisto di dispositivi informatici richiede una spesa maggiore. Hard disk, chiavette USB e schede di memoria segnano un rincaro del 41,1%, mentre computer, portatili e tablet registrano un aumento del 29,5%. Le variazioni mostrano come la crescita dei listini non sia limitata ai beni essenziali, ma coinvolga anche strumenti utilizzati per lavorare, studiare e comunicare.

La pressione sui prezzi interessa inoltre la mobilità e i servizi di spedizione. Viaggiare su un volo internazionale costa il 9,1% in più rispetto a un anno prima. Le tariffe dei corrieri e delle consegne di pacchi aumentano dell'8%, quelle dei traghetti del 5,4%, mentre autobus e pullman registrano una crescita del 3,1%.

Secondo Assoutenti, la guerra in Medio Oriente sta contribuendo all'aumento dei prezzi, soprattutto attraverso il costo dell'energia e le ripercussioni sulle attività economiche. I rincari energetici possono infatti incidere sulle spese di produzione, distribuzione e trasporto delle merci, trasferendosi successivamente sui prezzi pagati dai consumatori.

Il presidente dell'associazione, Gabriele Melluso, esprime preoccupazione soprattutto per gli effetti sulle famiglie. Alimentazione, energia e trasporti rappresentano spese necessarie, sulle quali è difficile intervenire con tagli significativi. Secondo Melluso, gli aumenti stanno quindi compromettendo progressivamente la disponibilità economica e la capacità di spesa di una parte della popolazione.

Assoutenti ritiene che la situazione italiana si stia rapidamente avvicinando alle condizioni della crisi energetica e inflazionistica del 2022. Per questo l'associazione chiede un intervento tempestivo del governo, con misure capaci di contrastare l'aumento dei costi e limitarne le conseguenze sui bilanci delle famiglie.

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