Centrosinistra, intesa sul calendario delle primarie ma resta il nodo delle armi all'Ucraina
Il centrosinistra fissa le tappe verso le politiche del 2027, ma deve ancora trovare un'intesa sulle armi all'Ucraina. Dopo l'accordo tra Pd, M5S e Avs, il programma sarà discusso anche con i centristi presenti in Parlamento.
La scelta del candidato premier del centrosinistra passerà dalle primarie, da organizzare entro febbraio 2027. Prima, però, Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra dovranno trovare un accordo sulle proposte da presentare agli elettori. Il punto più delicato riguarda il sostegno militare all'Ucraina, sul quale persistono differenze tra le forze della coalizione. Il programma comune dovrà essere completato entro novembre, mentre a dicembre è prevista una manifestazione nazionale contro la manovra economica del governo Meloni.
Il calendario è stato concordato il 30 ottobre durante una riunione a distanza durata oltre tre ore, alla quale hanno partecipato Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. I quattro leader hanno definito le scadenze per costruire l'alleanza in vista delle elezioni politiche del prossimo anno, accogliendo la richiesta di accelerare avanzata soprattutto dal Movimento 5 Stelle e da Avs.
Il primo appuntamento operativo è fissato per la prossima settimana, quando i rappresentanti dei partiti inizieranno a confrontarsi sui contenuti del programma. Non saranno direttamente i leader a partecipare alla fase iniziale, ma i loro delegati. L'obiettivo è arrivare entro la fine di novembre a una piattaforma condivisa, capace di riunire le diverse componenti dell'opposizione.
Su richiesta di Schlein, il confronto comprenderà anche le formazioni centriste. Per stabilire chi potrà partecipare è stato individuato un criterio preciso: l'esistenza di un gruppo o di una componente parlamentare. La scelta permette di superare, almeno nella fase iniziale, le difficoltà delle diverse sigle centriste nel presentarsi con una rappresentanza unitaria.
Al tavolo potranno quindi sedere Casa Riformista-Italia Viva, riconducibile a Matteo Renzi, Più Europa di Riccardo Magi e la nuova componente del Senato Avanti Psi - Progetto Civico Italia, promossa da Enzo Maraio e Alessandro Onorato. Quest'ultima è stata costituita anche grazie al contributo del Movimento 5 Stelle, che ha consentito al senatore Luigi Nave di partecipare alla sua formazione.
Una soluzione simile è stata adottata dal Partito democratico per favorire la costituzione di una componente legata a Rifondazione comunista, attraverso Andrea Crisanti. Il partito guidato da Maurizio Acerbo, tuttavia, non prenderà parte al confronto programmatico. L'operazione parlamentare viene ricondotta alle questioni connesse alla nuova legge elettorale e all'aumento delle firme necessarie per la presentazione delle liste.
Resta invece aperta la questione delle formazioni prive di rappresentanza nelle Camere. È il caso di Primavera, promossa da Vincenzo Spadafora, e di Più Uno, il progetto politico di Ernesto Ruffini e Franco Gabrielli. Da quest'ultima area è arrivata la richiesta di valutare un ampliamento della partecipazione, pur prendendo atto del criterio stabilito dai leader.
Una possibile soluzione potrebbe coinvolgere Bruno Tabacci, che potrebbe rappresentare Più Uno nelle discussioni. Anche il ruolo politico di Ruffini e Gabrielli, entrambi indicati tra i possibili componenti di un eventuale futuro governo di centrosinistra, potrebbe favorire una loro partecipazione al percorso comune.
La convocazione del tavolo unitario rende meno probabile una riunione separata dell'area centrista sul programma, alla quale Ruffini stava lavorando. Rimane invece da definire l'assetto elettorale di quest'area. Bonelli ritiene possibile la presentazione di due liste distinte, una riconducibile a Casa Riformista-Italia Viva e l'altra composta dalle restanti formazioni centriste. Su questo punto non è stata ancora raggiunta una decisione.
Nel documento congiunto diffuso dopo la riunione, Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni hanno confermato anche l'organizzazione di una mobilitazione nazionale a dicembre. L'iniziativa si svolgerà durante il confronto sulla legge di Bilancio e sarà aperta alle altre opposizioni, alle organizzazioni sociali e alla società civile.
I leader hanno motivato la scelta contestando i risultati economici dei quattro anni di governo Meloni. Nella nota denunciano il carovita, una crescita economica vicina allo zero e l'aumento delle disuguaglianze. La manifestazione servirà a presentare pubblicamente le proposte comuni e a coinvolgere anche le realtà esterne ai partiti.
Il lavoro sulla manovra procederà insieme a quello sul programma elettorale. Le opposizioni intendono elaborare emendamenti condivisi, trasformando alcune delle proposte avanzate in Parlamento nei punti della futura piattaforma di governo. Tra i temi sui quali esiste già una convergenza figura il salario minimo, sostenuto negli ultimi anni dalle principali forze del campo progressista.
Più complessa appare la definizione della posizione comune sulla guerra in Ucraina. L'invio di armi a Kiev continua a rappresentare una delle maggiori differenze politiche tra gli alleati e dovrà essere affrontato prima della conclusione del programma. L'intesa sul calendario, dunque, non coincide ancora con un accordo su tutte le questioni di politica estera.
Una volta completata questa fase, i partiti dovranno stabilire le regole delle primarie. Rimangono da decidere il numero dei candidati, l'eventuale ricorso a un secondo turno, le modalità di voto nei gazebo e online e la possibilità di prevedere una preregistrazione degli elettori.
La scadenza di febbraio lascia aperta anche l'ipotesi di anticipare la consultazione, una possibilità sostenuta da Conte. L'indicazione temporale era stata avanzata anche da Dario Franceschini, ma l'accordo raggiunto non stabilisce ancora una data definitiva. L'obiettivo dichiarato dai quattro leader è individuare una candidatura alla guida della coalizione che ottenga il sostegno di tutte le forze coinvolte.
Il calendario concordato rappresenta quindi il primo impegno comune in vista delle politiche del 2027. Restano da definire le scelte programmatiche più controverse, la partecipazione delle formazioni senza rappresentanza parlamentare e le regole per selezionare il candidato premier. I prossimi incontri serviranno a trasformare l'intesa tra i leader in un progetto politico condiviso.
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