Manovra 2027, fondo da 100 euro l'anno per i neonati e nuove regole sulle pensioni

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Dal 2027 ogni bambino nato in Italia potrà avere un fondo intestato con 100 euro versati ogni anno dallo Stato fino ai 18 anni. La misura entra nella manovra che modifica anche pensioni, imposte per le imprese e finanziamenti alla sanità.

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Un contributo statale annuale per i nuovi nati, una diversa rivalutazione delle pensioni e maggiori risorse per il Servizio sanitario nazionale. Sono alcuni degli interventi previsti dal disegno di legge di Bilancio 2027, composto da 157 articoli e già bollinato dalla Ragioneria dello Stato. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha autorizzato la presentazione del provvedimento alle Camere, dove inizierà l'esame parlamentare.

Tra le novità destinate alle famiglie figura il Fondo 'Valore nuovi nati', che sarà istituito presso l'Inps dal 1° gennaio 2027. Per ciascun bambino nato a partire da quella data, lo Stato prevede un versamento di 100 euro all'anno fino al compimento del diciottesimo anno di età. Il meccanismo punta a creare una disponibilità economica individuale che accompagni i giovani verso la maggiore età.

L'Inps dovrà aprire la posizione intestata al minore entro tre mesi dalla nascita, informando i genitori o chi esercita la responsabilità genitoriale. Il fondo potrà ricevere anche contributi volontari da parte dei familiari, compresi i parenti fino al terzo grado e gli affini fino al secondo. Considerando esclusivamente i versamenti pubblici, l'accantonamento previsto è di 100 euro per ciascun anno di contribuzione, ai quali potranno aggiungersi eventuali apporti privati.

Il capitolo fiscale comprende un intervento sull'Irpef per i redditi fino a 55mila euro, insieme a un maggiore prelievo su alcune categorie di imprese. Per il settore finanziario, il disegno di legge stabilisce un incremento di tre punti percentuali dell'addizionale Ires per i due periodi d'imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2026.

La maggiorazione interesserà anche le imprese di assicurazione e riassicurazione. Restano invece escluse alcune categorie di operatori finanziari, tra cui le società di gestione dei fondi comuni d'investimento, le società di intermediazione mobiliare e gli istituti di moneta elettronica iscritti nell'apposito albo.

Una disciplina specifica riguarda le aziende che operano prevalentemente nei comparti dell'estrazione, della fornitura energetica, del trasporto e del magazzinaggio. Per queste attività, l'Irap aumenterà di cinque punti percentuali nel periodo d'imposta successivo a quello in corso alla fine del 2026. Nei due periodi successivi la maggiorazione scenderà a tre punti.

Il testo introduce anche un vincolo per le imprese interessate dagli aumenti fiscali. Il maggiore onere non potrà essere trasferito, direttamente o indirettamente, sui clienti attraverso rincari dei prodotti, delle tariffe o dei servizi. Il divieto comprende anche eventuali aumenti delle commissioni e degli altri costi applicati alla clientela.

Per i pensionati, dal 2027 è previsto il ritorno a un sistema di rivalutazione articolato in sei fasce, costruito secondo un criterio analogo a quello utilizzato nel 2023. La percentuale di adeguamento all'inflazione sarà determinata considerando l'importo complessivo del trattamento pensionistico, con una protezione maggiore per gli assegni più bassi.

Le pensioni fino a quattro volte il trattamento minimo Inps beneficeranno della rivalutazione integrale, pari al 100% dell'indice riconosciuto. Per gli importi superiori a questa soglia e fino a cinque volte il minimo, la percentuale scenderà all'85%. L'adeguamento sarà invece del 53% per i trattamenti superiori a cinque volte e non oltre sei volte il minimo.

Le percentuali diminuiranno ulteriormente per le pensioni più elevate. È prevista una rivalutazione del 47% per gli assegni superiori a sei volte e fino a otto volte il minimo Inps, del 37% per quelli oltre otto volte e fino a dieci volte e del 32% per gli importi che superano dieci volte il trattamento minimo.

Il disegno di legge contempla inoltre specifiche salvaguardie per evitare effetti penalizzanti sui pensionati che si trovano poco al di sopra dei limiti tra una fascia e l'altra. Secondo la relazione tecnica, la modifica del sistema di indicizzazione produrrà risparmi strutturali per la finanza pubblica.

Un'altra parte consistente della manovra riguarda la sanità. L'articolo 69 prevede un incremento del finanziamento statale del fabbisogno sanitario nazionale standard di 2,365 miliardi di euro nel 2027, 2,352 miliardi nel 2028 e 2,399 miliardi all'anno a partire dal 2029.

All'interno delle risorse aggiuntive, 500 milioni di euro annui dal 2027 saranno utilizzati per aggiornare le tariffe massime riconosciute alle strutture per le prestazioni ospedaliere destinate ai pazienti acuti, sia nei ricoveri ordinari sia in quelli diurni. Altri 100 milioni, limitatamente al 2027, saranno destinati alle spese legate alla malattia di Alzheimer e alle altre forme di demenza senile.

Il provvedimento interviene anche sulle condizioni economiche del personale impiegato nei pronto soccorso del Servizio sanitario nazionale. Dal 1° gennaio 2027 gli stanziamenti per le specifiche indennità aumenteranno complessivamente di 380 milioni di euro. Di questa somma, 114 milioni saranno riservati alla dirigenza medica e 266 milioni al personale del comparto sanitario.

Una parte degli incrementi destinati alla sanità rimarrà nella disponibilità delle regioni e delle province autonome, che potranno utilizzarla anche per affrontare le maggiori spese dovute all'inflazione. Gli importi previsti sono 138 milioni di euro per il 2027, 236 milioni per il 2028 e 273 milioni per il 2029.

Le disposizioni contenute nei 157 articoli costituiscono la base del confronto parlamentare sulla legge di Bilancio 2027. Le misure fiscali, previdenziali e sanitarie potranno quindi essere oggetto di modifiche durante l'esame alla Camera e al Senato prima dell'approvazione definitiva.

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