Manovra 2027, Irpef fino a 55mila euro e 100 euro l'anno per i nuovi nati
La Manovra 2027 da circa 26 miliardi prevede un risparmio Irpef fino a 500 euro l'anno e un fondo previdenziale per i nuovi nati. Il governo interviene anche su pensioni, affitti, sanità e bollo auto, ma il testo attende il Parlamento.
Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge di Bilancio per il 2027, un provvedimento da circa 26 miliardi di euro che modifica diverse disposizioni fiscali e introduce nuovi interventi per famiglie, lavoratori, pensionati e imprese. Il governo guidato da Giorgia Meloni punta soprattutto sulla riduzione delle imposte, sugli incentivi all'occupazione e sul sostegno alle spese quotidiane. Le misure dovranno ora affrontare l'esame parlamentare prima di diventare definitive.
Una delle novità principali riguarda l'Irpef. Il secondo scaglione, già assoggettato all'aliquota del 33%, viene esteso ai redditi fino a 55mila euro annui, rispetto al precedente limite di 50mila euro. Sulla quota di reddito compresa tra queste due soglie non si applicherà quindi più l'aliquota del 43%. Il risparmio massimo previsto è di circa 500 euro all'anno per contribuente.
Per i lavoratori autonomi arriva un'altra modifica fiscale. La soglia dei ricavi e compensi per accedere al regime forfettario viene innalzata da 85mila a 100mila euro. L'intervento amplia la platea dei professionisti e delle piccole attività che potranno beneficiare della tassazione agevolata, nel rispetto degli altri requisiti previsti dalla normativa.
Alle famiglie con figli è destinato un nuovo strumento di risparmio previdenziale. Dal 2027, per ogni bambino nato, sarà aperta una posizione individuale presso l'Inps, alimentata dallo Stato con 100 euro all'anno fino al compimento dei 18 anni. Il meccanismo prevede anche la possibilità per i familiari di effettuare versamenti aggiuntivi, così da incrementare progressivamente le somme accantonate.
Il capitolo dedicato ai giovani comprende un premio di 2.500 euro per i lavoratori con meno di 30 anni, sul quale viene prevista un'imposizione agevolata dell'1%. Le modalità di riconoscimento e gli eventuali requisiti specifici dovranno essere precisati dalle disposizioni attuative.
Cambiano anche le regole fiscali per gli affitti a canone concordato. La cedolare secca ordinariamente prevista al 10% scenderebbe al 5%, mentre per i proprietari che concedono un immobile in locazione a giovani fino a 35 anni l'aliquota sarebbe ridotta ulteriormente all'1%. L'obiettivo è incentivare la disponibilità di abitazioni a canoni calmierati, soprattutto per chi ha maggiori difficoltà ad accedere al mercato degli affitti.
Per quanto riguarda le pensioni, il governo ha previsto un fondo da 850 milioni di euro destinato alla flessibilità in uscita dal lavoro. Il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini ha indicato come obiettivo la possibilità di andare in pensione a 64 anni, anticipando l'uscita rispetto all'età ordinaria. L'intervento è rivolto in particolare ai lavoratori nati dal 1960 in poi, ma l'effettiva platea dei beneficiari e i requisiti contributivi dovranno essere definiti con successivi provvedimenti.
Un sostegno specifico è previsto per gli anziani attraverso un voucher sanitario di circa 300 euro. La misura è destinata alle persone con almeno 75 anni che percepiscono una pensione non superiore a 28mila euro annui e servirà a contribuire alle spese per prestazioni sanitarie e medicinali. Secondo le stime illustrate dal governo, i potenziali destinatari sono circa 5,5 milioni, con una spesa complessiva di 1,6 miliardi di euro.
Tra gli interventi che riguardano la mobilità figura la stabilizzazione dell'esenzione dal bollo auto per i veicoli fino a 80 kW di potenza. La manovra contempla inoltre la possibilità di richiedere targhe personalizzate, sostenendo un costo aggiuntivo. Le condizioni e le procedure necessarie per ottenere queste ultime saranno disciplinate dalle norme applicative.
Una parte delle risorse sarà destinata anche agli edifici pubblici. In particolare, il piano comprende l'installazione di climatizzatori e pompe di calore nelle scuole, con interventi finalizzati a migliorare le condizioni degli ambienti scolastici e l'efficienza energetica delle strutture.
Sul fronte delle imprese, l'esecutivo conferma gli strumenti di sostegno agli investimenti e all'occupazione. Restano tra le priorità la Zona economica speciale unica per il Mezzogiorno, le agevolazioni per gli investimenti produttivi e l'iperammortamento, esteso anche agli interventi di digitalizzazione. Viene inoltre mantenuto il meccanismo fiscale conosciuto come "più assumi, meno paghi", che premia le aziende che incrementano l'organico.
Per finanziare il complesso degli interventi, il governo prevede di utilizzare diversi canali. Una quota rilevante, stimata in circa 14 miliardi di euro, deriva dagli spazi di flessibilità consentiti dalle regole europee di bilancio. Altri oltre 5 miliardi dovrebbero arrivare dal contributo richiesto a banche e assicurazioni, con l'esclusione delle banche di credito cooperativo e delle popolari.
Il quadro delle coperture comprende inoltre una riduzione delle spese ministeriali per circa un miliardo di euro, un contributo di 700 milioni dalle società energetiche e ulteriori entrate legate al settore dei giochi e alla Tobin tax, l'imposta su determinate transazioni finanziarie. Le cifre definitive e la distribuzione delle risorse saranno precisate nel testo sottoposto alle Camere.
Con l'approvazione del Consiglio dei ministri si apre adesso la fase parlamentare. Il disegno di legge, dopo l'autorizzazione del Presidente della Repubblica alla presentazione, inizierà il proprio percorso alla Camera dei deputati, secondo il criterio di alternanza tra i due rami del Parlamento.
Il primo esame sarà affidato alla commissione Bilancio di Montecitorio, che organizzerà le audizioni con le istituzioni e le rappresentanze economiche e sociali. A questa fase parteciperanno anche i componenti della corrispondente commissione del Senato. Il Parlamento passerà quindi alla valutazione degli articoli e delle proposte di modifica avanzate dai gruppi politici.
Il calendario ipotizzato prevede l'arrivo del provvedimento nell'Aula della Camera nei primi giorni di dicembre. Durante l'esame potrebbero essere raccolte in un unico maxi-emendamento le modifiche concordate dal governo, con la possibilità di ricorrere al voto di fiducia per accelerare l'approvazione.
Dopo il voto dei deputati, la manovra passerà al Senato per un nuovo esame in commissione e in Aula. Se Palazzo Madama approverà lo stesso testo, il percorso parlamentare sarà concluso. Eventuali cambiamenti richiederanno invece un ulteriore passaggio alla Camera, con il rischio di prolungare i lavori oltre Natale.
La scadenza resta fissata al 31 dicembre 2026. Entro quella data entrambe le Camere dovranno approvare definitivamente la legge di Bilancio, evitando il ricorso all'esercizio provvisorio. Seguiranno la promulgazione da parte del Presidente della Repubblica e la pubblicazione ufficiale del provvedimento, che renderanno operative le disposizioni secondo le rispettive decorrenze.
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