Il Video hot sul maxischermo a Giza, l'attacco informatico coinvolge anche altri Paesi

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Un maxischermo pubblicitario lungo una strada di Giza, in Egitto, ha trasmesso immagini hot dopo un attacco informatico. Le autorità hanno ricondotto l'episodio a una violazione che ha coinvolto impianti anche in altri Paesi.

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Un attacco informatico contro una società internazionale che gestisce la diffusione digitale di pubblicità ha provocato la comparsa di immagini pornografiche su un maxischermo stradale in Egitto. L'episodio è avvenuto il 29 ottobre 2026 nel governatorato di Giza, lungo la strada che conduce a Sheikh Zayed City. Le autorità egiziane hanno accertato che la violazione ha interessato anche altri impianti pubblicitari all'estero.

La vicenda è diventata pubblica dopo la circolazione sui social network di un filmato che mostrava alcune sequenze a contenuto sessualmente esplicito sul grande pannello elettronico. Le immagini, visibili dalla carreggiata, hanno sorpreso automobilisti e pedoni che transitavano nella zona. La diffusione del video ha portato gli organi di sicurezza ad avviare verifiche sull'accaduto.

In una prima fase gli investigatori hanno esaminato il materiale pubblicato online per accertarne l'autenticità e ricostruire le circostanze della proiezione. Tra le possibilità considerate figuravano una manipolazione deliberata del sistema di trasmissione e un eventuale malfunzionamento tecnico. Gli accertamenti si sono concentrati anche sulle modalità di gestione dei contenuti pubblicitari.

La società responsabile dell'impianto ha successivamente comunicato di aver rilevato un accesso non autorizzato al sistema utilizzato per la trasmissione degli annunci. L'azienda ha disposto lo spegnimento dello schermo e ha avviato verifiche in collaborazione con le autorità competenti, annunciando interventi per impedire il ripetersi di episodi analoghi.

La ricostruzione ufficiale del ministero dell'Interno egiziano ha poi chiarito l'origine della violazione. Il pannello appartiene a un operatore pubblicitario locale che aveva stipulato un contratto con una società internazionale incaricata di distribuire gli annunci attraverso internet. È stato il sito di quest'ultima azienda a subire l'attacco informatico.

La compromissione della piattaforma ha consentito la trasmissione delle immagini non soltanto sullo schermo di Giza, ma anche su altri pannelli collegati al medesimo sistema in diversi Paesi. Secondo quanto accertato dalle autorità, le proiezioni si sono verificate contemporaneamente, confermando che il problema non era circoscritto al singolo impianto egiziano.

L'operatore ha adottato misure tecniche per interrompere le trasmissioni sui dispositivi interessati, in attesa di risolvere la vulnerabilità e ripristinare il normale servizio pubblicitario. Il ministero dell'Interno ha inoltre comunicato l'adozione dei provvedimenti legali relativi all'accaduto.

Restano da identificare gli autori dell'intrusione e da chiarire le modalità con cui hanno ottenuto il controllo della piattaforma. L'indagine riguarda quindi una violazione informatica che, attraverso un sistema centralizzato di distribuzione degli annunci, ha prodotto effetti su schermi pubblicitari situati in più Paesi.

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