Addio a Paolo Galluzzi, lo storico che portò Leonardo e Galileo nell'era digitale
Per quasi quarant'anni Paolo Galluzzi ha guidato il Museo Galileo di Firenze, contribuendo a farne un riferimento internazionale. Lo storico della scienza, morto a 84 anni, aveva dedicato i suoi studi soprattutto a Leonardo e Galileo.
È morto a 84 anni Paolo Galluzzi, studioso fiorentino di fama internazionale che ha dedicato la propria carriera alla storia della scienza e alla valorizzazione delle opere di Leonardo da Vinci e Galileo Galilei. Il decesso, avvenuto dopo una malattia, è stato reso noto il 29 ottobre 2026. Accademico dei Lincei e già professore ordinario negli atenei di Siena e Firenze, Galluzzi ha lasciato un'importante eredità scientifica e culturale.
Uno dei risultati più significativi della sua attività riguarda il Museo Galileo di Firenze, istituzione che ha diretto dal 1982 al 2021. Durante questi 39 anni ha promosso un profondo rinnovamento della struttura, ampliandone le attività di ricerca, conservazione e divulgazione fino a consolidarne il ruolo tra i principali centri internazionali dedicati alla storia della scienza.
Il Museo Galileo ha espresso il proprio cordoglio ricordando Galluzzi come una figura fondamentale per la crescita dell'istituzione. Nel messaggio diffuso dopo la sua scomparsa, il museo ha richiamato la capacità dello studioso di unire competenza scientifica, innovazione e attenzione alla diffusione della conoscenza, riconoscendogli un contributo determinante allo sviluppo degli studi su Leonardo e Galileo.
Nato a Firenze nel 1942, Galluzzi aveva completato gli studi universitari nel 1968, laureandosi con il filosofo Eugenio Garin. La sua formazione lo aveva indirizzato verso l'analisi del pensiero scientifico rinascimentale, un campo nel quale avrebbe successivamente sviluppato ricerche destinate a ottenere riconoscimenti anche fuori dall'Italia.
Tra il 1970 e il 1980 aveva lavorato come ricercatore del Consiglio nazionale delle ricerche presso il Lessico Intellettuale Europeo di Roma. In quegli anni aveva realizzato su supporto digitale il Lessico delle opere di Galileo, un progetto che consentiva di esaminare sistematicamente il linguaggio e i concetti utilizzati dallo scienziato pisano.
L'impiego delle tecnologie informatiche nella ricerca storica è rimasto una caratteristica distintiva del suo lavoro. Galluzzi ha ideato e diretto la Leonardo//thek@, un archivio digitale multimediale concepito per raccogliere, organizzare e rendere consultabili i manoscritti e i disegni di Leonardo da Vinci. L'iniziativa ha contribuito ad ampliare le possibilità di accesso e studio di un patrimonio documentario di eccezionale valore.
All'opera di Leonardo ha dedicato anche un'intensa attività istituzionale. È stato presidente della Commissione per l'Edizione Nazionale dei manoscritti e dei disegni vinciani e, nel 2017, ha ricevuto la nomina alla guida del Comitato Nazionale incaricato delle celebrazioni per il cinquecentenario della morte dell'artista e inventore, ricorrenza celebrata nel 2019.
La produzione scientifica di Galluzzi comprende oltre 300 pubblicazioni. I suoi lavori spaziano dalle conoscenze tecniche degli ingegneri rinascimentali alla formazione della scuola galileiana, dalla storia delle accademie scientifiche ai rapporti tra ricerca, religione e società nella prima età moderna. Un'attività che ha contribuito ad approfondire la conoscenza dei processi attraverso i quali si è sviluppata la scienza moderna.
Il prestigio raggiunto gli aveva permesso di assumere numerosi incarichi in organismi culturali e scientifici. Oltre all'appartenenza all'Accademia dei Lincei, era socio dell'Accademia Reale delle Scienze di Stoccolma. Aveva inoltre fatto parte del Consiglio Nazionale dei Beni Culturali e Ambientali e di diversi comitati scientifici di riviste e istituzioni italiane e straniere.
Tra le responsabilità internazionali figurava anche la presidenza del Comitato Scientifico Internazionale costituito per la realizzazione del Nobel Museum di Stoccolma, progetto dedicato alla storia dei premi Nobel e alla diffusione delle conoscenze scientifiche.
Nel corso della sua carriera aveva ricevuto numerosi riconoscimenti. Nel 2011 Firenze gli aveva conferito il Fiorino d'Oro, la massima onorificenza cittadina. Nel 2026 la Società Italiana di Storia della Scienza gli aveva assegnato il premio alla carriera, riconoscendo il valore complessivo delle sue attività di ricerca e del suo contributo alle istituzioni culturali.
Con la scomparsa di Paolo Galluzzi si conclude un percorso accademico e professionale durato oltre mezzo secolo. Restano le sue pubblicazioni, i progetti digitali dedicati ai grandi protagonisti del Rinascimento e il lavoro svolto per trasformare il Museo Galileo in un'istituzione capace di collegare la conservazione del patrimonio storico alle nuove tecnologie e alla ricerca internazionale.
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