Meloni rivendica il rapporto con Trump, poi critica il deficit al 3,08% che pesa sulla manovra

Notizia in breve

Giorgia Meloni rivendica la vicinanza a Donald Trump come una scelta utile all'Italia e ai rapporti tra Europa e Stati Uniti. Nel libro di Bruno Vespa affronta anche il deficit al 3,08% e le risorse mancate per la manovra.

Giorgia Meloni
Meloni rivendica il rapporto con Trump, poi critica il deficit al 3,08% che pesa sulla manovra
Ricevi le notizie di Zazoom.it su GoogleTutte le news direttamente su Google.
Segui

La relazione con Washington e i margini economici a disposizione del governo sono due dei temi affrontati da Giorgia Meloni nel nuovo libro di Bruno Vespa, "Storia della Seconda Repubblica. Da Berlusconi a Meloni, da Prodi a Schlein", pubblicato da Mondadori-Rai libri e in uscita lunedì 2 novembre. La presidente del Consiglio difende le scelte compiute nei rapporti con Donald Trump e manifesta il proprio disappunto per il mancato raggiungimento della soglia del 3% nel rapporto tra deficit e Pil.

Sul fronte economico, Meloni torna sul dato del 3,08%, che ha impedito all'Italia di centrare in anticipo l'obiettivo previsto per i conti pubblici. La premier spiega che un risultato inferiore al 3% avrebbe permesso di destinare ulteriori risorse alla legge di bilancio. Un'occasione mancata sulla quale esprime apertamente la propria insoddisfazione, richiamando anche i margini di valutazione presenti nelle stime economiche.

La presidente del Consiglio si sofferma sul metodo utilizzato per calcolare il prodotto interno lordo, ricordando che comprende anche attività sommerse e illegali. Queste componenti vengono quantificate dall'Istat attraverso stime, poiché non possono essere rilevate con gli stessi strumenti impiegati per le attività regolari. Secondo Meloni, la riduzione attribuita a tali fenomeni durante il mandato del suo governo avrebbe finito per incidere negativamente sui parametri complessivi.

La premier interpreta questa circostanza come un paradosso: una contrazione dell'economia illegale, che attribuisce a un contrasto più efficace delle attività irregolari, contribuirebbe a ridurre il Pil stimato e quindi a peggiorare il rapporto con il disavanzo pubblico. Meloni richiama inoltre le revisioni al rialzo delle precedenti stime economiche, osservando che potrebbe risultare particolarmente spiacevole scoprire nei prossimi anni che l'obiettivo del 3% era già stato raggiunto.

Nel confronto con Vespa, la presidente del Consiglio esprime anche il timore che alcuni apparati statali possano adottare criteri più rigorosi rispetto alle valutazioni delle principali agenzie finanziarie internazionali e dei centri di ricerca economica. A suo giudizio, diverse analisi indicano già un deficit italiano inferiore alla soglia prevista.

L'altro tema affrontato riguarda la politica estera e, in particolare, il rapporto instaurato con Donald Trump dopo il suo ritorno alla Casa Bianca. Meloni afferma di non avere ripensamenti sulla vicinanza mostrata al presidente americano nella fase iniziale del secondo mandato. Si è trattato, sostiene, di una decisione legata alla tutela degli interessi italiani e alla necessità di mantenere solida la collaborazione con gli Stati Uniti.

La premier ricorda di avere intrattenuto rapporti positivi anche con Joe Biden, ricevendo critiche pure in quella occasione. Con l'elezione di Trump, spiega, ha quindi ritenuto opportuno rafforzare ulteriormente i contatti con Washington. La scelta viene motivata con il peso degli Stati Uniti nella sicurezza nazionale, negli scambi commerciali e nei legami con la numerosa comunità italiana presente sul territorio americano.

Meloni attribuisce alla propria relazione con Trump anche una funzione nei rapporti tra le due sponde dell'Atlantico. Secondo la presidente del Consiglio, la possibilità di mantenere un canale diretto con la Casa Bianca sarebbe stata apprezzata da diversi governi europei, soprattutto durante le fasi caratterizzate da divergenze politiche e diplomatiche.

Tra gli esempi citati figurano la Groenlandia e la sicurezza dell'Artico, questioni che, secondo Meloni, il confronto con Washington avrebbe contribuito a riportare nell'ambito della Nato. La premier considera questa impostazione vantaggiosa non soltanto per l'Italia, ma anche per gli altri Paesi europei e per l'intera alleanza occidentale.

La presidente del Consiglio conferma quindi di considerare corretta la linea seguita nei confronti dell'amministrazione americana. La difesa del rapporto con Trump e le osservazioni sui conti pubblici delineano due posizioni che Meloni ribadisce nel volume di Vespa: la volontà di preservare il legame strategico con gli Stati Uniti e la convinzione che il mancato raggiungimento del 3% abbia limitato le possibilità di intervento del governo nella manovra finanziaria.

?
Vuoi approfondire questa notizia?Condividila sui social o cerca aggiornamenti, video e discussioni correlate.

Notizie correlate

Trump replica a Meloni sull'accordo con Putin: il diesel russo è destinato al mercato globale Donald Trump replica alle riserve di Giorgia Meloni sull'intesa con Vladimir Putin per il diesel russo.

Deficit Italia al 3,1%, la clausola di salvaguardia pesa sul percorso fuori dalla procedura Ue Il deficit italiano del 2025 resta al 3,1% del Pil e rinvia l’uscita dalla procedura Ue per disavanzo eccessivo.

Cerca news, video e discussioni social in tutto il web su 'Giorgia Meloni'

⬆